«Via alla fusione tra i Comuni per rilanciare gli ospedali»

8 Luglio 2016

POPOLI. Il movimento Ripensiamo il territorio che da anni lavora sulla coesione territoriale, promuovendo la fusione dei Comuni e proponendosi come obiettivo la soluzione di problematiche di Area...

POPOLI. Il movimento Ripensiamo il territorio che da anni lavora sulla coesione territoriale, promuovendo la fusione dei Comuni e proponendosi come obiettivo la soluzione di problematiche di Area vasta, lancia l'idea del tavolo dei sindaci da realizzare a 100 giorni dalle elezioni. Dovrà essere lo strumento, secondo il movimento, per confrontarsi ed individuare una visione unitaria quale base di programmazione per le aree interne di valenza amministrativa, territoriale e politica e capacità progettuale innovativa.

Un argomento che si pone in primo piano e che secondo il movimento merita adeguata accelerazione è quello della sanità territoriale e delle condizioni delle strutture operanti nel centro Abruzzo, quelle di Sulmona, Popoli e Castel di Sangro visto che in quest'ultimo centro si minaccia la rivolta civile e nei primi due si sta tentando un dialogo.

Con il coinvolgimento dell’assessore regionale per le aree interne Andrea Gerosolimo si propone un aiuto reciproco per salvare gli ospedali e farli diventare uno completare dell'altro.«Fidiamo», spiega Gianni Natale attivista del movimento, «che ciò possa portare alla convocazione immediata di un tavolo comune ove impostare la sanità come un progetto di coesione territoriale di vasta area. È il momento più grave ma anche favorevole in cui cogliere l'opportunità di ridiscutere con la Regione sulla base di una franca e costruttiva riflessione comune, rendendola proposta di rilancio di capacità progettuale del nostro territorio unito».«Riapriamo», continua Natale, «la discussione sull'ospedale diffuso, forti dell'impostazione europea e dei principi della coesione territoriale che prevedono che dal Baltico a Milazzo, passando per l'Appennino, ciascun cittadino debba essere messo in condizioni di usufruire degli stessi servizi».

Nell'area dell'alta Val Pescara e Alto Sangro, gravitano 90mila utenti svantaggiati dalla conformazione orografica del territorio.(w.te.)

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