Via Alpi, il palazzo-bomba sociale: 130 stranieri senza luce, gas e acqua

PESCARA. Ventiquattro appartamenti senza acqua, gas ed elettricità, dove circa 130 stranieri vivono ammucchiati in condizioni igieniche precarie, tra i calcinacci che vengono giù dai balconi e il...
PESCARA. Ventiquattro appartamenti senza acqua, gas ed elettricità, dove circa 130 stranieri vivono ammucchiati in condizioni igieniche precarie, tra i calcinacci che vengono giù dai balconi e il tetto in eternit della palazzina che si sbriciola sotto gli occhi di un intero quartiere. Succede al civico 23 di via Ilaria Alpi, al centro di un’operazione capillare di controllo del gruppo di intervento del nucleo anti-degrado (Giona) della polizia municipale.
RIFIUTI DAI BALCONI Dopo gli esposti dei residenti, le segnalazioni a raffica e gli ultimi episodi di cronaca (dalle bombole del gas alle biciclette, gettate giù dai balconi assieme a bottiglie e spazzatura, fino agli schiamazzi notturni e all’incendio scoppiato nel vano ascensore) in circa due settimane di controlli a tappeto sono state elevate dieci sanzioni nei confronti dei proprietari degli immobili fatiscenti di via Alpi e di altre palazzine che si trovano in centro e a Porta Nuova.
SOVRAFFOLLAMENTO Lo hanno riferito ieri mattina il maggiore Danilo Palestini e Davide De Cecco (gruppo Giona) nel corso di un sopralluogo della commissione Sicurezza del territorio, presieduta Armando Foschi e convocata su richiesta dei consiglieri della Lega Vincenzo D’Incecco e Maria Luigia Montopolino. L’obiettivo, una volta censiti tutti gli occupanti degli appartamenti, è di verificare se sussistono le condizioni per dichiarare il sovraffollamento e, nel caso in cui non si rispettano i parametri previsti dalla legge, procedere prima con le multe nei confronti dei trasgressori, poi con la diffida e, in caso di inottemperanza, con l’ordinanza sindacale di sgombero e sequestro dell’immobile sulla base dell’ordinanza anti-sovraffollamento emanata la scorsa estate dal sindaco Carlo Masci.
ORINARE DAL BALCONE «La situazione è fuori controllo», hanno commentato alcuni residenti del quartiere, costretti da anni a convivere con situazioni di emergenza e degrado, «sui balconi succede di tutto, diventano persino un orinatoio, e lo stesso succede alle auto parcheggiate in strada. Il parco qui intorno è una discarica. Qualcuno, poi, ha rimosso anche un cartello di divieto di sosta sulla strada. Vogliamo risposte dalle istituzioni, dovete sgomberarli com’è stato fatto a Montesilvano in via Ariosto».
In base ai primi controlli effettuati dagli agenti della polizia municipale, accompagnati da un delegato della Asl, è emerso che sono circa 130 le persone che vivono stipate nei 24 appartamenti in via Ilaria Alpi. In base ai riscontri della questura, si tratta di stranieri, la maggior parte extracomunitari e in possesso del permesso di soggiorno.
IL CENSIMENTO «Per un censimento completo», hanno spiegato Di Cecco e Palestini, «mancano ancora 5-6 unità immobiliari, dove non è stato possibile entrare. C’è un’indagine aperta su questa palazzina dal 2017, ma finora non siamo potuti intervenire tempestivamente per mancanza degli strumenti legali e giuridici. Adesso, però, con l’ordinanza sindacale anti-sovraffollamento le cose sono cambiate e l’iter può andare avanti, ma il procedimento non sarà breve, non abbiamo la bacchetta magica».
GIUNGLA «Quel palazzo è una giungla, una bomba sociale», ha commentato Foschi, «i cittadini hanno riferito anche dell’utilizzo dell’ingresso che si affaccia su via Trigno per l’esercizio della prostituzione. Discorso diverso per le condizioni strutturali del fabbricato: il tetto, è evidente a occhio nudo, è completamente in amianto, senza più neanche le tegole. Convocheremo in commissione la Asl per sapere quali misure vanno adottate con la massima urgenza».
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