Via Alpi, palazzo dei nigeriani «Qui nessuna bomba sociale»

Dopo le proteste dei residenti della zona interviene il proprietario dello stabile: tutto in regola Massimini: si tratta di inquilini con contratti registrati che hanno acqua luce e riscaldamento
PESCARA. «Altro che “bomba sociale”! Qui si sta solo facendo propaganda politica»: alla proprietà degli appartamenti via Ilaria Alpi 23 non vanno giù le accuse arrivate dal municipio nelle ultime settimane. Domenico Massimini, responsabile della Massimini costruzioni, società proprietaria di buona parte dell’immobile, carte alla mano, spiega come non ci sia traccia delle emergenze sanitarie ipotizzate dal Comune. E in particolare risponde a quanto sostenuto in una recente riunione della commissione Sicurezza presieduta dal leghista Armando Foschi. In un incontro aperto ai residenti del quartiere, giovedì scorso, Foschi ha parlato di «24 appartamenti senza acqua, luce e gas».
«Innanzitutto in quel palazzo ci sono 28 appartamenti e non 24», precisa Massimini, «e di questi 23 sono di nostra proprietà. Noi paghiamo regolarmente le fatture inviate dall’Aca per tutti i nostri appartamenti. Tutte fatture emesse elettronicamente e facilmente verificabili. Se abbiamo saldato oltre ottomila euro nel 2019, è evidente che l’acqua è arrivata nelle case. Lo stesso vale per le utenze di luce e gas, che sono intestate a singoli inquilini».
A Massimini preme far notare che tutti gli affittuari che occupano le case della società hanno contratti regolarmente registrati: «Documenti intestati a stranieri che risiedono regolarmente in Italia e registrati all’Agenzia delle entrate, e i cui nominativi sono stati comunicati alla questura».
«E tutti», sottolinea Massimini, «pagano regolarmente l’affitto: in base a quale legge o criterio dovrebbero essere cacciati? A me sembra piuttosto che sia nata una questione politica, sollevata da chi, per una questione di odio razziale o per motivi elettorali, ha bisogno di “suonare ai citofoni”. La maggior parte degli inquilini vive lì dal 2016, ma solo ultimamente ci sono tutte queste lamentele, con gente della zona appostata a filmare e fotografare qualsiasi cosa avvenga. Tra l’altro i nostri inquilini, tutti nigeriani, sono legati a una chiesa evangelica che si trova al pianterreno, e svolge anche attività benefiche e sociali. E dai tre appartamenti occupati da italiani, alcuni lì dal 1974, non sono mai arrivate lamentele».
C’è poi la questione del sovraffollamento tirata più volte in ballo: «Ogni appartamento è grande mediamente 90 metri quadri, per legge ogni abitante deve avere almeno 14 metri quadri di superficie calpestabile: se anche ci fossero 130 persone, questo criterio sarebbe rispettato. I sopralluoghi di Asl e vigili del fuoco? Ogni prescrizione ricevuta è stata osservata. L’emergenza amianto? Il Comune ci dica chi l’ha certificata, visto che su questo non abbiamo ricevuto né prescrizioni né ordinanze».
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