Via Battisti, fioccano esposti e denunce Residenti all’attacco

Dopo i rumori, proteste anche per i fumi provenienti dai locali di ristorazione della movida: non respiriamo più
PESCARA. Non solo rumori. Ma anche fumi di cottura, olezzi, esalazioni, provenienti da canne fumarie e bocchettoni dei locali food, che risalgono i palazzi circostanti e mandano su tutte le furie i residenti lungo le vie della movida, in centro.
Tornano all’attacco su temi vecchi, ma sempre d’attualità, i residenti del comitato Tranquillamente Battisti che chiedono l’intervento di Asl e Comune dopo «tre esposti all’azienda sanitaria nel 2017, 2018 e 2019, che non hanno ottenuto risposta, due denunce ai Nas e richiesta di avvio, avvenuto, di procedimenti amministrativi da parte dell’ispettorato per la pubblica amministrazione».
Questa volta la protesta dei residenti è ancora più serrata perché tocca i «problemi di salute di coloro che abitano a ridosso delle attività» che erogano prodotti alimentari. I fumi che raggiungono le finestre delle abitazioni «aggravano i problemi respiratori dei cittadini sofferenti, tra cui due minori affetti da asma bronchiale». E «col vento, tra odori di fritto e carne arrostita, la situazione peggiora».
«Alla Asl», spiega il presidente dell’associazione, Federico Di Filippo, «chiediamo di dare seguito a controlli e accertamenti del caso, considerati i problemi di salute di cui sono afflitti i cittadini che respirano le esalazioni delle canne fumarie o bocchettoni per favorire l’espulsione dei fumi di cottura, che dai locali food salgono lungo i balconi». Il risultato è che «viviamo sottovuoto, con le finestre chiuse e senza poter mettere i panni ad asciugare sui balconi perché si impregnerebbero di cattivi odori».
Problemi «storici», li definisce il portavoce di Tranquillamente Battisti, che chiedono all’amministrazione comunale di effettuare «più verifiche di idoneità tecnica degli impianti prima di rilasciare eventuali le certificazioni per l’apertura delle attività».
Lo scopo è arrivare ad una «politica di prevenzione dei problemi in un contesto ad alta densità abitativa». Ma intanto «si combatte per risolvere quelli che ci sono». Le denunce fatte in tre anni «non hanno sortito provvedimenti, stiamo aspettando che i locali si mettano in regola».

