Via Caravaggio, nasce un circuito per le bici

L’assessore Santilli: «Realizzeremo una pista da pump-track per le 2 ruote, sarà inaugurata a Natale»
PESCARA. Uno spazio attrezzato per la pratica sportiva all’aria aperta, in sella a una bicicletta o con lo skate, che sorgerà in via Caravaggio, a due passi dal quartiere Zanni, con lo scopo dichiarato di donare a quell’area di Pescara una struttura di vera inclusione sociale a disposizione di giovani e meno giovani. Il progetto per un circuito di pump-track è stato presentato ieri mattina in Comune, alla presenza dell’assessore al verde e ai parchi Gianni Santilli, del progettista dei lavori Pierpaolo Moreno Di Labio, della responsabile del servizio Lavori pubblici Raffaella Bettoni e del direttore dell’Impresa Sb che realizzerà l’intervento.
La struttura, in calcestruzzo per moduli prefabbricati, si comporrà di un percorso di 130 metri lineari e presenterà il posizionamento di dossi, rampe, bascule, salti e altri ostacoli che renderanno più ricca e divertente l’esperienza all’interno del parco riservato alle biciclette, ma disponibile anche per gli skateboard tanto in voga tra i più giovani.
«Ciò non toglie», ha detto il progettista Di Labio, «che questa esperienza possa vedere protagoniste anche persone non più giovanissime, ma in grado di usare una bici in sicurezza. Lungo il percorso, che sorgerà su un fondo di circa duemila metri quadrati, sarà consentito l’uso di quasi tutte le attrezzature sportive su ruote, come biciclette, scooter, skateboard, pattini a rotelle e persino sedie a rotelle. La bici, per fare un esempio, può essere condotta in modalità “pump track” e non solo pedalando; è infatti questa la caratteristica principale che il percorso permette».
«Personalmente, con l’impresa Sb», ha aggiunto il progettista, «ho realizzato progetti analoghi in Abruzzo e fuori e sono convinto che anche qui vi sarà l’apprezzamento dei cittadini».
La responsabile del servizio Lavori pubblici, Raffaella Bettoni, ha sottolineato come la struttura che si andrà a insediare in via Caravaggio, oltre a consentire di recuperare un terreno degradato, esprime compiutamente il binomio sport-inclusione, essendo realizzato all’aperto e alla portata di tutti. Si tratta di una modifica del territorio per dare forma allo spazio pubblico, controllare il territorio e offrire al cittadino una diversa interpretazione urbana».

