Via dal lavoro senza timbrare: a processo vigile urbano e tecnico

30 Gennaio 2021

Sono imputati di truffa e peculato, il pm: hanno anche usato l’auto di servizio per esigenze personali Nel 2010 con le loro accuse, rivelatesi infondate, fecero arrestare ex sindaco e segretario, poi assolti

NOCCIANO. Sono accusati di essersi allontanati dal posto di lavoro, «per motivi ricreativi e relazionali meramente personali», senza timbrare il cartellino. Non solo: avrebbero utilizzato le auto di servizio per esigenze private. Mario Di Gregorio, 61 anni, vigile urbano dei Comuni di Nocciano e Catignano, ed Elvano Chiola, 54 anni, tecnico-geometra del Comune di Nocciano, sono finiti sotto processo con le accuse di truffa aggravata, peculato e false attestazioni. Il decreto che dispone il giudizio è stato firmato dal giudice Antonella Di Carlo: la prima udienza, davanti al tribunale di Pescara in composizione collegiale, è in programma il prossimo 15 marzo. Ad occuparsi delle indagini è stata la guardia di finanza: gli episodi contestati sono avvenuti tra il 4 luglio e il 24 ottobre del 2018. Gli imputati sono i due dipendenti pubblici che, con le loro accuse, nel 2010 fecero arrestare a Nocciano, per tentata concussione aggravata e continuata, il sindaco Marcello Giordano e il segretario comunale Jean Dominique Di Felice: accuse rivelatesi poi infondate, tant’è che entrambi sono stati assolti «perché il fatto non sussiste», uscendo dunque completamente puliti dalla vicenda giudiziaria.
Di Gregorio è dipendente a tempo pieno e indeterminato del Comune di Nocciano ed è impiegato anche nella vicina Catignano per nove ore settimanali, ripartite nelle giornate di lunedì e mercoledì. I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara, durante i servizi di controllo, hanno accertato che il maresciallo ha «omesso di registrare, attraverso l’apposito lettore marcatempo o badge, i propri allontanamenti dalla sede di lavoro – non effettuati per lo svolgimento di attività di servizio – in periodi intermedi fra la registrazione dell’orario di ingresso e quella dell’orario di uscita». In questo modo, ricostruisce sempre la procura di Pescara, Di Gregorio avrebbe indotto in errore funzionari e dirigenti responsabili dei Comuni di appartenenza «circa l’effettiva durata della propria presenza in servizio all’interno dei locali dell’ente».
Il vigile urbano avrebbe dunque provocato un danno economico, pari a 735,20 euro, «per l’eccesso della retribuzione corrispostagli rispetto all’effettiva entità della sua presenza in servizio». Ma, secondo il pm, c’è anche un danno d’immagine, perché Di Gregorio «spesso trascorreva i periodi di indebito allontanamento dalla sede di servizio in luoghi pubblici o aperti al pubblico e in orari notoriamente destinati all’espletamento del servizio». Gli episodi contestati sono in totale 67, alcuni dei quali legati anche a «mancate registrazioni dell’assenza» durate pochi minuti. L’accusa di peculato, invece, è scattata perché l’imputato, «avendo la disponibilità per ragione di ufficio di mezzi e risorse degli enti pubblici», avrebbe utilizzato, «appropriandosene temporaneamente», la Fiat Panda del Comune di Catignano e l’Alfa Romeo 146 della polizia municipale di Nocciano «per esigenze e ragioni di carattere esclusivamente personale e certamente estranee ai servizi svolti alle dipendenze dell’ente».
Le stesse contestazioni vengono mosse nei confronti di Chiola. Nel suo caso, però, le mancate registrazioni dell’assenza dal posto di lavoro sono 23. Il danno economico nei confronti del Comune di Nocciano è stato quantificato in totale in 47,71 euro: molti «allontanamenti» sono di pochi minuti. I due imputati sono difesi dall’avvocato Gabriele Franco Di Gregorio.
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