Via del Circuito, no alla strada bis «C’è rischio che il fiume straripi»

PESCARA. «E' pura follia costruire una strada che costeggia il fiume, ad altissimo rischio di esondazione, senza alcuna protezione degli argini e che ricade su un'area definita P3 idrogeologicamente...
PESCARA. «E' pura follia costruire una strada che costeggia il fiume, ad altissimo rischio di esondazione, senza alcuna protezione degli argini e che ricade su un'area definita P3 idrogeologicamente sensibile».
Contestano il progetto, i titolari dei terreni, due società (una di movimento terra e l'altra di accessori per campeggio) e diversi cittadini delle aree a ridosso della bretella d'asfalto che dall'incrocio di via del Circuito e via Pian delle Mele collegherà via Valle Roveto con l'obiettivo di snellire il traffico caos lungo l'arteria principale che mette in comunicazione la zona ospedaliera con l'area metropolitana. Su via del Circuito scorrono ogni giorno migliaia di vetture, bus, Tir, motorini, creando condizioni definite "asfissianti" dai residenti che chiedono l'installazione di una centralina per le rilevazioni dello smog.
La mappa e i dettagli della nuova strada sono stati illustrati ai cittadini lunedì scorso dal consigliere regionale Antonio Blasioli accompagnato dai consiglieri comunali Pietro Giampietro e Stefania Catalano. In quella occasione, i rappresentanti dei Dem hanno ricordato che l'iter progettuale dell'infrastruttura è stata avviata due anni fa dalla passata amministrazione di Marco Alessandrini e annunciato che i lavori per la realizzazione della bretella inizieranno entro i primi mesi del prossimo anno. Secondo i proprietari dei terreni, che stanno preparando un ricorso al Tar, «questa strada verrebbe costruita parallela al fiume senza prevedere la protezione degli argini in un'area definita P3 (il massimo livello è P4 dove nulla è possibile edificare) ad alto rischio idrogeologico, come testimoniano il "piano stralcio difesa dalle alluvioni" della Regione e quello, del 2016, modificato in alcuni settori, del Comune di Pescara, che sarà discusso a novembre».
«Ora», proseguono gli interessati, «considerando che le alluvioni sono frequenti nella zona di Villa Fabio e spesso il Comune si è visto costretto a chiudere, per pericolo esondazione, il sottopasso Capacchietti, le aree golenali e via Valle Roveto, e considerando che sotto il ponte si trovano le vasche di raccolta delle acque piovane e quindi è impossibile abbassare il livello della strada per permettere eventuali passaggi di mezzi pesanti, non si capisce con che criterio logico si va a concepire un'arteria che rischia di essere chiusa a ogni accenno di pioggia. E, quando è stata progettata, non esistevano neppure le attuali paratiestagne del ponte della Libertà che in caso di esondazione del fiume verrebbero chiuse innalzando notevolmente il livello dell'acqua che strariperebbe, sommergendo la strada sul fiume». Ulteriore «assurda situazione se venisse costruita, da parte della Regione, la vasca depurativa da 40mila metri quadrati su alcuni terreni interessati agli espropri. La procedura d'urgenza avviata dal Comune verrebbe a decadere in caso di costruzione della vasca? Forse Comune e Regione dovrebbero comunicare meglio».
Da ultimo, la rotatoria tra via del Circuito e via Pian delle Mele «che costituirebbe», secondo i proprietari terrieri, «un pericolo alla circolazione veicolare in caso di passaggio di mezzi pesanti».

