Via di Vittorio torna ai privati: le case Ater restano senza strada

Dopo un lungo contenzioso, l’amministrazione dà seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato L’ex consigliere Di Stefano: 27 famiglie dirottate sull’incrocio pericoloso, chiuso da tempo dai vigili
MONTESILVANO. «Il Comune di Montesilvano cede una strada a un condominio, negando l’accesso alle proprie abitazioni a 27 famiglie che saranno costrette a utilizzare un incrocio troppo pericoloso». È questo il grido d’allarme lanciato dall’ex consigliere comunale Gabriele Di Stefano, che torna ad accendere i riflettori su una storia complessa e travagliata che si è consumata, nell’arco degli ultimi 35 anni, tra via di Vittorio e via Cavallotti.
Al centro della vicenda c’è la cooperativa Vera detentrice di un diritto di superficie per 99 anni su un’area del comparto 16 dell’area Peep dove sono stati realizzati alloggi di edilizia economica e popolare in virtù di una convenzione dell’8 gennaio del 1987 sottoscritta con il Comune. Da quella data degli anni ’80, però, il parcheggio e la strada che da via Di Vittorio conducono sia al condominio che alle due palazzine Ater, sono stati oggetto di un lungo contenzioso che ha visto il caso finire in più occasioni davanti ai giudici del Tar e del Consiglio di Stato. Un tutti contro tutti che, finora, ha consentito alle 27 famiglie delle case Ater di poter utilizzare la strada, evitando l’immissione su via Cavallotti, dove la strada è stata chiusa con dei paletti proprio perché giudicata, dalla precedente comandante della polizia municipale, troppo pericolosa e teatro di incidenti anche gravi.
Ma ora la situazione sembra destinata a cambiare. In una recente delibera di giunta, infatti, l’esecutivo De Martinis ha deciso di adeguarsi a quanto stabilito dall’ultima sentenza del Consiglio di Stato, cedendo l’area relativa alla strada e al parcheggio alla cooperativa, che potrà recintarla e utilizzarla in maniera esclusiva, e mettendo in cantiere i lavori per riaprire lo sbocco su via Cavallotti da riservare alle palazzine Ater.
Come si legge nella delibera, sarà realizzata una corsia dedicata, così da ridurre i rischi nell’immissione sulla strada trafficata e all’altezza della rotatoria.
«Niente di più sbagliato», per l’ex consigliere del Pd Di Stefano che invita il sindaco e la sua giunta a tornare sui propri passi. «Sarebbe sufficiente applicare alla lettera la convenzione del 1987», sostiene, «per evitare che il Comune ceda aree che facevano parte delle opere di urbanizzazione dovute dalla cooperativa e che devono assolutamente rimanere a disposizione della città e, nello specifico, delle case Ater. Non è giusto che, per colpa del lassismo delle amministrazioni, che non si sono attivate negli anni per tutelare gli interessi del Comune davanti al Consiglio di Stato, a pagare ora siano 27 famiglie letteralmente sfrattate da una strada comunale e dirottate su uno svincolo che era stato chiuso proprio perché troppo pericoloso».
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