Via Fabrizi chiude per lavori I commercianti: per noi è la fine

«Negozi vuoti e incassi al minimo, troppi interventi insieme, non si può iniziare alle porte dell’estate» E oggi si prosegue: operai in azione per risistemare l’asfalto e i cavi della fibra ottica. Disagi al traffico
PESCARA. Senza traffico, deserta, polverosa, con i negozi vuoti e i commercianti infuriati. Così si presentava ieri mattina via Nicola Fabrizi, dove è stato aperto l’ultimo cantiere in ordine di tempo, che procede di pari passo con i tanti (già aperti o da avviare) disseminati in centro e nel resto della città. Di buon mattino via Fabrizi, dal tratto iniziale di piazza Salotto, era occupata da ruspe, betoniere, macchine asfaltatrici, camion e brulicante di operai che si muovevano tra cavi e attrezzi usati per la scarificazione del bitume.
I lavori, che procedono in direzione del porto (riprenderanno oggi, ma ieri alle 19 si sono fermati all’altezza di via Palermo) sono promossi dal Comune e riguardano la riqualificazione degli asfalti, la posa in opera dei cavi per la fibra ottica e la sistemazione delle condotte idriche nel sottosuolo, in qualche caso. Ma intanto serpeggiano i malumori dei commercianti. Tutti sono concordi nell’affermare che «i lavori vanno eseguiti perché il centro deve tornare a splendere, ma i cantieri non possono essere avviati alle porte dell’estate. E non tutti insieme».
Il più agguerrito è Mario Amendolagine, titolare di Dress code, tre negozi di abbigliamento distribuiti tra via Battisti e via Fabrizi. «Questo ennesimo cantiere», attacca l’imprenditore di origini pugliesi, «manca di rispetto al settore in crisi. Questi lavori si fanno da settembre a marzo, non alle porte dell’estate e non si cominciano ai primi del mese quando la gente prende stipendi e pensioni e potrebbe spendere». Il negoziante si dice «arrabbiatissimo» per via degli incassi «quasi azzerati, ieri abbiamo messo in cassa 25 euro e oggi, siamo alle 12, non si è visto un cliente. Dobbiamo anche tenere le porte chiuse per impedire che entri la polvere. Non parliamo poi del traffico nelle arterie circostanti, ho impiegato 38 minuti con la macchina per percorrere due km da via Battisti a viale Bovio». Ci mette il carico anche la moglie Elena: «Tra cantieri e 400 euro di multa alle Ztl di via Regina Margherita, siamo al 50% di incassi in meno».
«L’asfalto nuovo non serviva su via Fabrizi, era integro» è l’opinione del gioielliere Michele Ricci, Gold and silver, «vanno bene i lavori, ma non tanti cantieri tutti insieme».
Antonio Di Virgilio e Fabiana Cieri, ottica Manuela Angelone, hanno subito un ulteriore disagio: «I corrieri non sono riusciti a parcheggiare nei dintorni e si sono fermati nella zona dello stadio. Sono dovuto andare io a prendere la merce. Siamo prigionieri dei cantieri, giusto abbellire e rifare le strade del centro, ma il negozio è rimasto vuoto tutta la mattina. La speranza è che finiscano presto».
Evelina Monticelli, residente, corre svelta sull’asfalto martoriato dalle ruspe per raggiungere l’altro versante della strada: «Nessun disagio, vado a piedi o in bici, i lavori non mi danno fastidio. Anche se la strada fosse aperta alle auto, il parcheggio non si troverebbe comunque». «Questa settimana sarà dura» annota Gianni Dottore, gestore del bar Fabrizi dal 1991, «chiudere una delle tre parallele del mare significa intasare la riviera e corso Vittorio. Già soffriamo molto al sabato con i varchi di via Regina Margherita, questa sì una strada che avrebbe bisogno di essere rimessa a nuovo, che impediscono ai clienti da Montesilvano e Città Sant’Angelo, di entrare in centro e fermarsi a volo per un caffè». Ha «buttato la macchina dove c’era uno spazio», Renato Camerlengo del bar Jazz di via Roma. Quindi è dovuto uscire di corsa a spostarla per non essere multato. In piazza Salotto Domenico Renzitti e Donatella Pacione, tabaccheria Sborgia, si indignano: «Hanno chiuso la città, i lavori vanno diluiti, così ci mettono in ginocchio». Da via Regina Elena, Massimiliano Pisani, pizzeria del Corso e presidente Confartigianato commercio, chiede al Comune «una mano per gli esercenti danneggiati: sgravi e riduzione delle tasse su occupazione del suolo e rifiuti». Infine, Achille Salerno, responsabile del bar Berardo: «Sono fiducioso, dagli uffici tecnici del Comune ci assicurano una tempistica veloce di fine lavori».
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