Via Ferrari, palpeggia e scippa una donna ma viene acciuffato

28 Gennaio 2017

PESCARA. Dovrà rispondere anche di violenza sessuale, e non solo di furto con strappo, l’uomo arrestato due sere fa dalla polizia dopo uno scippo, commesso in via Ferrari. È un 29 enne originario di...

PESCARA. Dovrà rispondere anche di violenza sessuale, e non solo di furto con strappo, l’uomo arrestato due sere fa dalla polizia dopo uno scippo, commesso in via Ferrari. È un 29 enne originario di Battipaglia, Cosimo Caloia, che ha avvicinato una donna, l’ha palpeggiata e poi le ha strappato la borsa, che conteneva 90 euro e alcuni oggetti personali.

Una pattuglia della squadra volante, diretta da Paolo Robustelli, ha impiegato poco per raggiungere la zona e per rintracciare il presunto autore del colpo, peraltro già noto per altri scippi effettuati in passato. Quando è stato rintracciato aveva con sé la borsa rubata e ha cercato di giustificarsi con gli agenti dicendo di aver rincorso il ladro e di aver recuperato la borsa da restituire alla vittima. È stata proprio la donna, una 38enne, a smascherare l’uomo indicando Caloia come l’autore del furto. Messo alle strette, il 29enne ha confessato le proprie responsabilità e ha dato indicazioni sul posto in cui si è disfatto del contenuto della borsa, che è stato recuperato dai poliziotti e restituito.

Sono stati i poliziotti di quartiere, invece, a rintracciare e arrestare Salim Walid, 56enne nato in Mozambico, di nazionalità portoghese. Ha cercato di sottrarsi ad un controllo nelle vicinanze dell’ufficio postale di corso Vittorio Emanuele e il suo atteggiamento ha insospettito i poliziotti che lo hanno fermato e avviato accertamenti, scoprendo che l’uomno è ricercato dal 2015 e deve scontare una pena di un anno e sei mesi per un furto. Il provvedimento di cattura è della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e i fatti sono avvenuti a San Benedetto del Tronto.

È finito agli arresti domiciliari, poi, Massimo D’Ottavio, pescarese, 54 anni: deve scontare una pena di nove mesi agli arresti domiciliari perché si è reso responsabile proprio di evasione dai domiciliari.

Si sono aperte le porte del carcere, invece, per Massimo Russi, pescarese, 40 anni: deve scontare la pena di tre anni e sei mesi per una serie di reati contro il patrimonio di cui si è reso responsabile dal 2011 al 2014 a Pescara e provincia. In entrambi i casi è intervenuta la squadra mobile.

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