Via il rudere sulla riviera Sorgerà un nuovo edificio

Il 30 settembre partono i lavori, nella zona in vigore i divieti di sosta per un mese Il proprietario Tintorelli: «Costruirò un altro palazzo delle stesse dimensioni»
PESCARA. Dopo 16 anni, lo scheletro di un palazzo di 7 piani sulla riviera nord verrà abbattuto. Nei giorni scorsi, il Comune ha emanato un’ordinanza per vietare la sosta delle auto nella zona intorno all’edificio per consentire l’intervento di demolizione, dal 30 settembre fino al 30 ottobre. Ma i lavori andranno avanti per altri due anni, perché il responsabile della società immobiliare proprietaria della struttura, Enzo Tintorelli, ha già ottenuto i permessi dall’ente per costruire un altro edificio. «Avrà le stesse dimensioni del precedente», ha rivelato l’imprenditore al Centro.
Ma l’annosa vicenda legale, che ha visto contrapposti il Comune e il costruttore per tanti anni, non è ancora finita. Si attende una decisione del Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato dall’ente contro una sentenza del Tar che escludeva la necessità di dover ricorrere ad un abbattimento dell’immobile, come ordinato dal Comune. Se in appello dovesse essere confermata la decisione del tribunale di primo grado, l’imprenditore avrebbe la possibilità di richiedere i danni all’amministrazione per non aver consentito di completare l’edificio.
Tutto cominciò alla fine degli anni Novanta, quando Tintorelli ottenne dal Comune il permesso per poter costruire un edificio di sei piani sulla riviera nord, nelle vicinanze della rotonda Paolucci. I residenti degli edifici confinanti cominciarono a presentare degli esposti al Tar e i giudici annullarono ben tre concessioni edilizie, quelle rilasciate nel 1999, 2001 e 2002, riscontrando alcune presunte irregolarità. Dopo una lunga serie di battaglie legali si arrivò ad una sentenza del Consiglio di Stato, con cui si ordinò al Comune di procedere al più presto all’abbattimento dello scheletro di edificio. La struttura non venne mai demolita e sulla base di questo ritardo alcuni residenti riuscirono ad ottenere, per vie legali, il riconoscimento del danno subìto a causa di un peggioramento della vista del mare. Un risarcimento da parte del Comune per decine di migliaia di euro andato avanti per alcuni anni. Ora, con la demolizione, l’ente non dovrà più versare nulla ai residenti. La storia è poi proseguita. Nell’ottobre del 2015 il Tar, su ricorso presentato dall’immobiliare Michelangelo per impugnare l’ennesima ordinanza di demolizione del Comune, ribaltò la decisione. In pratica, i giudici stabilirono che non aveva più ragione d’essere l’ordinanza di demolizione, in quanto era stata presentata dal proprietario una domanda di regolarizzazione con l’avvio di un nuovo procedimento per ottenere i permessi.
Ora, secondo quanto ha riferito il consigliere regionale Antonio Blasioli, verrà costruito un edificio di sei piani con 12 appartamenti e garage.
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