Via Lago di Borgiano, demolizione bloccata

17 Settembre 2019

L’abbattimento dei palazzi pericolanti costa 800mila euro, ma l’Ater non ha i soldi per fare i lavori

PESCARA. «Per la demolizione dei tre palazzi di via Lago di Borgiano a rischio collasso, numeri civici 14, 18 e 22, sgomberati nell’aprile del 2017, occorrono circa 800mila euro ma l’Ater di Pescara, proprietaria degli immobili, sostiene di non avere un euro in cassa». Lo ha annunciato il presidente della commissione Sicurezza e mobilità Armando Foschi al termine dell’incontro di ieri con il presidente dell’Ater Antonello Linari e la dirigente Giuseppina Di Tella.
Invece, per assicurare una migliore protezione degli edifici evacuati e impedire l’utilizzo dei porticati sottostanti, l’azienda delle case popolari farà installare una rete metallica, in sostituzione di quella in plastica morbida da tempo divelta da passanti e cittadini. Costo dell’operazione, 5mila euro.
Nei giorni scorsi la commissione ha raccolto la richiesta di intervento dei cittadini del rione Rancitelli e di don Massimiliano De Luca, oggi parroco della chiesa degli Angeli custodi. «Così», ha spiegato Foschi, «abbiamo deciso di verificare la situazione paradossale che si sta vivendo in via Lago di Borgiano. Nell’aprile 2017, in seguito alle verifiche di staticità eseguite dalla Labortec su commissione dell’Ater, proprietaria dei tre fabbricati, è stato accertato il rischio collasso di tre palazzi, ai civici 14, 18 e 22, determinando l’emissione di un’ordinanza dell’allora sindaco Marco Alessandrini per l’evacuazione, in sole 48 ore, degli edifici con 85 famiglie, molte delle quali da quel giorno vivono in albergo con un contributo dello Stato, erogato dal Comune, per l’autonoma sistemazione».
«Sono passati due anni e mezzo da quello sgombero», ha affermato Foschi, «ma i tre palazzoni sono ancora al loro posto, in piedi, senza che nulla sia cambiato. A questo punto i cittadini e la commissione si chiedono cosa sia accaduto: se quei tre fabbricati erano veramente a rischio crollo, come scritto nella relazione della Labortec, com’è possibile che né l’Ater, né la passata amministrazione comunale abbiano avvertito la necessità di avviare la loro demolizione programmata, anche per evitare danni agli altri fabbricati attaccati che, nel caso di un reale crollo improvviso, riporterebbero danni inimmaginabili».
«A questo punto», ha precisato il presidente della commissione, «abbiamo convocato i vertici dell’Ater per richiedere informazioni sulle due urgenze: da un lato, l’abbattimento immediato dei tre palazzi e, dall’altro, installare subito una nuova barriera per impedire l’utilizzo dei portici dei palazzi a rischio collasso. Purtroppo, le due richieste non hanno ricevuto una risposta soddisfacente, a nostro giudizio. Secondo l’Ater l’abbattimento dei tre palazzi non è affatto imminente».
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