Via le barriere architettoniche, ecco il piano

8 Maggio 2024

La città sarà divisa in otto ambiti, ma è nella zona centrale che partirà il progetto pilota del Comune

PESCARA. Le priorità di intervento, gli ambiti su cui lavorare, gli strumenti di analisi e individuazione dei livelli di criticità, le categorie di azione, i costi standard, e poi un progetto pilota.
Si compone di queste parti il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, approvato nell’ultimo consiglio comunale e illustrato nei giorni scorsi dall’assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia e dalla presidente della commissione Politiche sociali, Maria Luigia Montopolino.
Il documento, che ha ottenuto 15 voti favorevoli e che ha visto l’approvazione anche di alcuni emendamenti, è stato definito dall'esponente di giunta, Albore Mascia, «uno strumento di avanzamento sociale, di civiltà, atteso da tantissimi anni. Pescara ci ha lavorato per 4 anni, arrivando a un documento completo, perché non incentrato soltanto sulle disabilità motorie, ma anche su quelle sensitive e cognitive. Abbiamo fotografato la città e stabilito la base per gli interventi, ma soprattutto abbiamo elaborato uno strumento flessibile perché guarda già al futuro», spiega ancora «cioè alla nascita della Nuova Pescara. Il piano è quindi già predisposto per essere integrato con quelli dei Comuni di Montesilvano e Spoltore. E questo riteniamo sia un valore aggiunto rispetto alla necessità di avere una visione ampia del territorio».
Nel progetto, racchiuso in 180 pagine, è stata inserita una micro-zonizzazione che divide la città in otto ambiti: lungomare Nord - Centro, Colli-Nord, Colle del Telegrafo, Portanuova, lungomare Sud-Pineta Dannunziana, via Tiburtina- periferia sud, aeroporto, San Silvestro.
«Per la zona centrale, tra piazza Italia, la prefettura e il Comune, abbiamo creato un progetto pilota che potrà rappresentare una indicazione di base su come procedere negli anni. Non abbiamo potuto quantificare tutti i costi necessari per l’eliminazione di tutte le barriere», continua Luigi Albore Mascia, «ma nel corso dell’approvazione sono stati inseriti proprio quegli emendamenti che consentiranno di stabilire, sia nella pianificazione triennale che in quella annuale, una dotazione di fondi dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche».
«Si tratta di un documento che arriva dopo un’attesa trentennale», aggiunge la presidente della commissione Montopolino «e che ci consentirà di continuare a lavorare sulla città anche in futuro adeguandola alle evoluzioni del contesto sociale e territoriale».
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