Via libera agli aumenti della Tari Ma scoppia la lite in maggioranza

1 Giugno 2023

Approvate le nuove tariffe con incrementi in media del 5%, i rincari maggiori per bar e ristoranti Scontro in aula tra Udc e Fratelli d’Italia, poi raggiunto un accordo sugli sconti per le famiglie povere

PESCARA. Il consiglio comunale ieri ha approvato le nuove tariffe della Tari che prevedono aumenti in media del 5 per cento, con incrementi maggiori per alcune categorie come bar, ristoranti, pizzerie e pub. Ma prima del via libera si è assistito, durante la seduta, ad una lite tra il capogruppo dell’Udc Massimiliano Pignoli e consiglieri di Fratelli d’Italia.
LO SCONTRO Tutto è accaduto, perché Pignoli aveva presentato una cinquantina di emendamenti alla delibera contenente le nuove tariffe della tassa sui rifiuti con l’obiettivo di inserire agevolazioni e sconti per le famiglie meno abbienti. Ciò ha rallentato i lavori, suscitando la dura reazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia. Si è assistito in proposito ad uno scontro verbale tra Pignoli e la consigliera Fdi Zaira Zamparelli.
L’ORDINE DEL GIORNO Alla fine, lo scontro è rientrato. Il consiglio comunale è stato sospeso ed è stata convocata una riunione di maggioranza in cui è stato trovato un accordo sulla presentazione di un ordine del giorno che ha consentito a Pignoli di ritirare tutti gli emendamenti presentati. L’ordine del giorno, approvato da tutto il centrodestra, «invita il sindaco e la giunta a sottoporre all’organo consiliare, entro il prossimo 15 luglio, un’ipotesi di rimodulazione del Regolamento Tari tesa alla definizione di ulteriori misure di salvaguardia delle utenze socialmente deboli».
LE NUOVE TARIFFE Ma gli aumenti, inseriti nel Piano economico finanziario della Tari per coprire l’incremento dei costi per l’estensione della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti a Porta nuova e nelle zone centrali, ora entreranno in vigore. Ad esempio, una famiglia di due persone con un appartamento di 100 metri quadrati l’anno scorso pagava di Tari 241,81 euro, quest’anno dovrà versare a causa degli aumenti 253,71 euro, cioè 11,9 euro in più. Bisogna ricordare, in proposito, che per le utenze domestiche la tassa si calcola sommando la quota di tariffa variabile al prodotto emerso dalla moltiplicazione delle superfici occupate, espresse in metri quadrati, per la tariffa fissa. Il risultato dovrà essere aumentato del 5 per cento per la quota da versare alla Provincia.
Le tariffe per le utenze cosiddette domestiche, cioè per le famiglie, sono le seguenti: per un single 0,584153 euro al metro quadrato (tariffa fissa) e 101,542828 euro (tariffa variabile); per un nucleo di due persone, 0,677905 euro (tariffa fissa) e 173,841321 euro (tariffa variabile); per tre persone, 0,735600 euro (tariffa fissa) e 211,209081 euro (tariffa variabile); per quattro persone, 0,786982 euro (tariffa fissa) e 262,386666 euro (tariffa variabile); per cinque persone, 0,793294 euro (tariffa fissa) e 319,250650 euro (tariffa variabile); per sei o più persone, 0,764447 euro (tariffa fissa) e 360,680173 euro (tariffa variabile). Per le utenze non domestiche, cioè imprese, negozi, uffici, studi, stabilimenti e mercati, la Tari si calcola invece moltiplicando la tariffa variabile per i metri quadrati dell’immobile, più il 5 per cento per la Provincia. Ora, approvate le nuove tariffe, la società Adriatica risorse provvederà ad inviare entro giugno i bollettini precompilati a casa degli utenti con gli importi da versare già calcolati.