Via libera ai test super veloci

26 Marzo 2020

Si potranno fare in soli 10 minuti, il Consorzio di ricerca mette a disposizione i laboratori

AVEZZANO. Ci sono laboratori in Abruzzo in grado di compiere test Covid-19 in dieci minuti, al prezzo di 9 euro l’uno. È quanto certifica un documento datato 4 marzo 2020, ovvero il giorno prima della chiusura delle scuole in Italia, quando l’emergenza Covid-19 non era esplosa in tutta la sua gravità, almeno in Abruzzo.
Nota che porta la firma di Rocco Micucci, amministratore del Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo, e che è indirizzata all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e per conoscenza al presidente della Regione, Marco Marsilio, al capo della segreteria del presidente, Etelwardo Sigismondi, e al responsabile dell’Ufficio salute e pari opportunità, Simona Martines.
I laboratori si trovano in via Pertini ad Avezzano, in quello che è il Consorzio unico di ricerca d’Abruzzo, l’ex Crab, e potrebbero fornire una notevole spinta alle analisi sui tamponi, attualmente affidate all’ospedale di Pescara e all’Istituto zooprofilattico di Teramo. Contribuendo ad aumentare e a velocizzare la raccolta dati e a favorire quella prevenzione invocata da più parti, a cominciare dagli Ordini dei medici provinciali che sollecitano test per tutti gli operatori della sanità, essendo questi i più esposti e coloro che in teoria potrebbero contribuire alla diffusione del virus.
L’oggetto del documento a firma di Micucci è «emergenza coronavirus» e indica la possibilità di fare il «test rapido per la rilevazione qualitativa di anticorpi IgG e IgM del virus 2019-nCoc in campioni umani di sangue intero da pungidito». Lo screen test Covid-19 «ha un costo di 90 euro per dieci tamponi».
Tre settimane fa, Micucci sottolineava: «Il Crua è un Ente creato per incentivare la cooperazione tra ricerca, industria e biotecnologia, nonché per promuovere e supportare le piccole e medie industrie nell’innovazione di processo e di prodotto del comparto agro-industriale, farmaceutico e biotecnologico, a totale partecipazione pubblica. Vista l’emergenza coronavirus, e con la supervisione del personale medico competente, è in grado di mettere a disposizione della Regione Abruzzo laboratori per la diagnostica di Covid-19. La dislocazione dei laboratori, fuori dal contesto ospedaliero, permetterebbe di evitare possibili contaminazioni, oltre a una maggiore sicurezza data dall’esclusivo uso che si potrebbe fare dell’area di lavoro. La posizione del Crua, inoltre, lontano dal centro, e con ampi spazi interni ed esterni, permetterebbe di limitare al minimo i contatti tra persone potenzialmente portatrici di infezione. Il laboratorio di microbiologia ha un’area separata per l’esecuzione dei test con accesso controllato. Tra il personale Crua inoltre si possono trovare personalità che già hanno lavorato in ambito ospedaliero nel settore della virologia. Il Crua ha individuato un test rapido (risultato in 10 minuti) da utilizzare come screening iniziale dal costo contenuto, che potrebbe essere eseguito presso il laboratorio del Crua con la supervisione del personale medico e paramedico».
Ma non solo. Nel documento si parla della possibilità, per il Crua, di produrre disinfettante: «Il Crua, al momento, secondo le indicazioni dell’Oms, sta preparando una soluzione disinfettante da utilizzare presso i propri uffici, ma in grado di produrne quantità industriali, fino a 500 litri al giorno, per rispondere al fabbisogno del momento».
Nei giorni scorsi era stato l’ex sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ad accendere i riflettori sul Crua, sottolineando che i laboratori avrebbero potuto «contribuire a intensificare il numero di tamponi a contrasto del virus».
Nel frattempo, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, ha presentato un’interrogazione a Marsilio e all’assessore Verì. Si chiedono risposte, tra l’altro, su «quanti tamponi siano a disposizione delle Asl, quale sarà il ritmo periodico di approvvigionamento e quanti e a chi si preveda di farne; cosa si intende fare per aumentare la dotazione infrastrutturale e tecnica per le attività dei laboratorio analisi; se si sta procedendo con uno screening generalizzato per il personale sanitario (il più esposto); se sia stata presa in considerazione l’ipotesi della realizzazione di una struttura dedicata alla cura e all’isolamento dei malati da Covid-19 distinta e separata dall’ospedale San Salvatore dell’Aquila; se nelle aree prossime ai centri Covid-19 siano state individuate strutture da destinare alla quarantena e dove».
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