Via Monsignor Di Francesco il sottopasso è nel degrado

MONTESILVANO. Una strada pubblica chiusa da un giorno all’altro e un degrado senza fine che indigna e preoccupa i residenti della zona. Accade in via Monsignor Di Francesco, una piccola traversa che...
MONTESILVANO. Una strada pubblica chiusa da un giorno all’altro e un degrado senza fine che indigna e preoccupa i residenti della zona. Accade in via Monsignor Di Francesco, una piccola traversa che collega corso Umberto a via Spagna, e quindi al quartiere più nuovo della città (Pp1), attraverso un sottopassaggio che serve a bypassare il tracciato ferroviario. Almeno fino a due anni fa quando, per volontà di un privato, è stato interdetto alle auto l’accesso al tunnel che è diventato ricettacolo di rifiuti e, all’occorrenza, rifugio per disperati.
La segnalazione arriva da Marino De Ovidiis, presidente del comitato di quartiere Pp1, che denuncia la pericolosità del sottopassaggio e lo stato di degrado in cui versa. Percorrendo l’angusto passaggio, inaccessibile ad auto, bici, sedie a rotelle e passeggini per la presenza della recinzione privata e di grandi blocchi di cemento collocati nella parte libera dell’ingresso, infatti, si incontrano sacchi dell’immondizia, decine di bottiglie di vetro, confezioni di vino in cartone ed escrementi. Stando a quanto riferisce De Ovidiis, inoltre, non è raro trovare sul percorso siringhe abbandonate che rendono ancora più pericoloso il passaggio per i tanti studenti che ogni giorno dal quartiere Pp1 si recano su corso Umberto per prendere i mezzi pubblici e andare a scuola. Ma come si è arrivati a questa situazione? A ricostruire i fatti è il consigliere Anthony Aliano che all’epoca dell'accaduto, in qualità di presidente della Commissione Garanzia, segnalò il problema alla giunta e agli uffici tecnici.
«Nel maggio del 2016, all’improvviso, il proprietario di un’area a ridosso del sottopassaggio ha recintato sia una parte di area di proprietà demaniale sia una parte di proprietà privata a uso pubblico, dal momento che era utilizzata come strada. Il problema, però, è stato trattato nella maniera sbagliata dal Comune». Il dirigente del settore urbanistica ha proceduto per abuso edilizio quando, secondo Aliano, la questione andava affrontata con un’ordinanza sindacale o dirigenziale di ripristino della viabilità, anche alla luce del fatto che in quel periodo i lavori che interessavano la vicina stazione ferroviaria rendevano quella strada un’importante valvola di sfogo per il traffico cittadino. «Questo errore ha dato al privato i tempi e la possibilità di presentare ricorso al Tar, vincendolo, e di chiedere una sanatoria per l’abuso edilizio», prosegue Aliano. «Lo stesso legale dell’Ente aveva suggerito, come me, di procedere con l’ordinanza. Ma per amministrare ci vuole competenza e coraggio. In ogni caso, nei prossimi giorni io e l’avvocato De Martinis valuteremo insieme la situazione per trovare una soluzione al problema».

