«Via Moro, no a quell’assurda pista ciclabile»

9 Maggio 2017

Lettera dei residenti contro l’assessore Civitarese: al nostro quartiere serviva l’asfalto nuovo

PESCARA. Sotto le case popolari non avrebbero voluto quella pista ciclabile definita «assurda». Avrebbero voluto, invece, asfalto sulle buche dopo anni di lavori richieste ma mai fatti e decoro nel parco sprofondato nell’incuria. Il comitato dei cittadini di via Aldo Moro torna a farsi sentire e protesta contro la pista ciclabile che ha già cancellato 150 parcheggi e ridotto la larghezza della strada.
Da queste parti, i residenti non hanno mai sentito la necessità di una pista ciclabile e sono loro stessi a dirlo in una lettera indirizzata all’assessore Stefano Civitarese che ha difeso l’intervento ancora in corso e ha parlato di scarsa sensibilità tra i residenti sulle politiche di mobilità dell’Unione europea. «L’assessore dimentica che nessuno ha contestato le politiche di mobilità europea, ma è stata contestata la scelta di mortificare e porre in grave pericolo una via ad alta intensità abitativa, oltre ai danni per i soppressi 150 posti auto. Una via che si è sempre autogestita attraverso i propri condomini che hanno saputo dare dignità a una periferia sempre ignorata dall’amministrazione comunale che si è fatta viva solo in occasione della riscossione della fiscalità e nelle campagne elettorali». Poi, i cittadini spiegano il loro no alla pista ciclabile: «Siamo convinti che la sostenibilità dello sviluppo cittadino non si esplica con piste ciclabili assurde che tra l’altro penalizzano fortemente i pedoni in aperto contrasto con lo slogan “trasporto collettivo, bicicletta, gambe”. L’assessore sembra essere molto disattento circa la situazione del quartiere che ha urgenza dopo trent’anni di interventi di altra natura: basta vedere il fondo strada dei marciapiedi e delle piazze, ora diventate parcheggi invece che punti di aggregazione sociale. Per evitare incidenti, i marciapiedi, tutti sconnessi, sono stati riparati con cemento dai cittadini. Infine, c’è lo scandalo del parco Zonzo dedicato ai bambini: fino a qualche mese fa era ben gestito da un’associazione di volontari mentre ora è diventato un luogo di assoluto far west in mano a gang di ragazzi che scorrazzano a tutte le ore e in particolare la notte. Basta vedere il numero delle bottiglie lasciate a terra delle cartacce e dei preservativi. Inoltre, il parco», dicono i cittadini, «è diventato il rifugio di tutti i padroni di cani che, senza rispetto per i bimbi, permettono impunemente ai loro animali di lasciare le loro feci ovunque. All’assessore ricordiamo che, seppure periferia, non è corretto considerarci “peones” succubi delle varie politiche cittadine. E ringraziamo quelle forze politiche che si dichiarano democratiche per non aver sostenuto le nostre ragioni».