Via Orazio, il tunnel in totale abbandono

PESCARA. Le antiche immagini di Pescara, in bianco e nero, sono racchiuse dentro cornici ormai frantumate, spaccate e avvolte da fitte ragnatele. Pezzi di cornici che qualcuno usa come posacenere o...
PESCARA. Le antiche immagini di Pescara, in bianco e nero, sono racchiuse dentro cornici ormai frantumate, spaccate e avvolte da fitte ragnatele. Pezzi di cornici che qualcuno usa come posacenere o per appoggiare cucchiaini. I muri del sottopassaggio ferroviario tra via Orazio e via Lago di Campotosto sono ingrigiti dallo smog e rovinati dall’incuria.
I marciapiedi su cui scorrono strisce pedonali quasi invisibili e rischiosi tracciati per i non vedenti, poggiano le basi su asfalti pieni di buche che si ricoprono a ogni pioggia.
Il degrado del tunnel che separa via Orazio e via Lago di Campotosto, nel centro storico della città a due passi dalla cattedrale di San Cetteo e dal regno della movida di via delle Caserme e dintorni, è sotto gli occhi di tutti. Automobilisti e pedoni che ogni giorno attraversano quel sottopasso fanno i conti con il tanfo, la sporcizia e il logorìo di pezzi di storia della città vecchia.
Commercianti e residenti della zona segnalano il degrado del tunnel che si trova a due passi da aree parcheggio spesso invase da stranieri e persone senza fissa dimora che bivaccano, recano disturbo ai passanti con richieste di elemosina e atteggiamenti osceni o al limite della legalità.
«La vigilanza non è mai abbastanza in questa zona che pure è controllata dalle forze dell'ordine, ma è necessario il ripristino del decoro e della pulizia del sottopasso e delle aree circostanti», è la richiesta di residenti e commercianti della zona. (c.co.)
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