Via Pepe, commercianti pronti a bloccare i lavori

I titolari delle attività chiedono che il Comune fermi l’intervento sul lato sud Le ruspe sono attese lunedì. «In questi mesi abbiamo già subito troppi danni»
PESCARA. È un «no» categorico. I commercianti di via Pepe sono assolutamente contrari alla prosecuzione dei lavori del Comune di riqualificazione della strada, che sono cominciati all’inizio di dicembre dell’anno scorso e in queste ore sono arrivati a conclusione sul lato nord (da via d’Avalos al lungomare).
Nei prossimi giorni il cantiere si dovrebbe spostare sul lato sud di via Pepe, per la realizzazione della pista ciclabile e la creazione di una corsia unica, ma in zona c’è il terrore che ciò avvenga per cui i titolari di alcune attività minacciano di «bloccare i lavori» e sono pronti ad intervenire «anche fisicamente». Perché in molti sono rimasti bruciati dalla prima parte dell’intervento a causa dei «ritardi» e dei «danni ingenti» che il cantiere ha causato alle attività, dicono. E quindi non intendono mettere a rischio gli affari in vista della stagione estiva, ormai alle porte.
«Ci incateneremo per evitare che le ruspe entrino in funzione», dice Pietro D’Agostino dalla gelateria Bibò. «Hanno intenzione di smontare il marciapiedi sul lato sud per farne uno nuovo, con la pista ciclabile e una corsia unica a doppio senso, rimuovendo lo spartitraffico. Abbiamo già manifestato le nostre perplessità e chiesto di far slittare i lavori ma se non saremo accontentati interverremo fisicamente». E comunque c’è sempre l’intenzione di promuovere «una class action» per le conseguenze negative dei lavori realizzati fino ad oggi che «sono stati eseguiti senza logica, cambiando il progetto che era stato realizzato dalla precedente amministrazione, da noi apprezzato, e con risultati che non ci soddisfanno affatto». I tentativi di dialogo con il Comune sembravano andati a buon fine. «Siamo stati rassicurati eppure ci siamo ritrovati con un’opera che non ci piace e siamo di fronte al rischio di avere gli operai davanti alle attività anche in estate».
Gli fa eco Mattia Mennilli, del bar gelateria “Delizia”, che ha chiuso la sua attività dalla fine di dicembre al primo maggio. «Ho dovuto smontare anche il dehor», dice, «ed era impossibile lavorare in quelle condizioni, quindi ho chiuso e sono stato fortemente penalizzato perché le spese comunque vanno affrontate». I tempi del cantiere si «sono allungati e poi il risultato è deludente. Ci aspettavamo la resina italiana e invece è stato usato l’asfalto e i travertini sono stati sostituiti dal marmo, che tra l’altro sembra posato male». A questo va abbinato un altro problema. «La riviera è chiusa, per chi arriva da Francavilla, per cui questa zona è stata inavvicinabile: siamo stati isolati, nonostante questo sia già un buon periodo per uscire e frequentare la zona», vicina al mare.
I commercianti, dice Mennilli, sono «rassegnati e amareggiati» perché l’intervento si poteva «gestire meglio», ad esempio, «procedendo per blocchi» e ora l’obiettivo è uno solo: «impedire che i lavori proseguano» perché i disagi ricomincerebbero da capo e in più «verrebbero meno i parcheggi. A quel punto potremmo anche chiudere le attività e andare al mare. Ecco perché siamo pronti ad opporci, fino alla fine». Il clima è teso, eppure «sarebbe stato sufficiente promuovere più confronti e darsi una organizzazione migliore, anticipando l’avvio dei lavori a settembre».
Parla di «scandalo totale» Andrea Marano del ristorante “La figlia di Attilio”. E le lamentele sono identiche. «I tempi non sono stati rispettati, il lavoro è stato eseguito male e il disagio è stato continuo. Eppure le aziende andrebbero tutelate» e si dovrebbe tenere conto che via Pepe «è come il corso Umberto di Porta Nuova». Anche da questo ristorante viene espresso lo stesso auspicio, per le settimane a venire. «Mi auguro che fino a settembre si fermino altrimenti si creerà il caos assoluto durante la stagione estiva e continueremmo ad essere penalizzati».
Nelle ultime ore il marciapiedi tanto atteso è stato realizzato (con l’asfalto) e sicuramente «la situazione è migliore rispetto ai giorni scorsi ma « il risultato non è come quello che ci avevano prospettato», conclude. E ora c’è da raggiungere un altro obiettivo: lo stop immediato del cantiere. «Protesteremo, siamo pronti a farlo. E parleremo subito con la nuova amministrazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

