Via Regina Margherita, che rischi: «La pista ciclabile è una trappola»

5 Settembre 2020

La corsia lato mare martoriata dalle radici degli alberi, ciclisti costretti a invadere il tratto opposto E gli utenti protestano: «È un tratto pericoloso che va subito rimesso a posto, così si cade facilmente»

PESCARA. Le buche sono rattoppate alla peggio. Le bolle d’asfalto nascondono le radici degli alberi che spingono per emergere in superficie. L’azzurro è sbiadito. È un percorso accidentato, «degradato e molto pericoloso» la pista ciclabile di viale Regina Margherita finita di nuovo nel mirino di cittadini, ciclisti e utenti dei monopattini che protestano e chiedono manutenzione del tratto ciclabile che collega viale Muzii a piazza della Rinascita.
Due corsie di marcia, direzione sud nord e viceversa: quella lato mare è ormai ridotta a una serie di dossi impraticabili, e quella lato monte è diventata il percorso obbligato dei ciclisti costretti a evitare rigonfiamenti, buche e gobbe. L'alternativa è cadere o perdere l'equilibrio, se si procede velocemente. Una striscia di asfalto che finisce dritta nel salotto buono della città, ma proprio perché molto trafficata avrebbe bisogno di continui rinnovamenti. «È un tratto pericoloso anche per una ciclista esperta come me», commenta Antonella Marcone, fisioterapista, che attraversa lentamente in bici la carreggiata disastrata, «ho fatto fatica, temevo di cadere sulle bolle d’asfalto. Non vorrei invadere la corsia libera per non intralciare i ciclisti che arrivano dalla parte opposta, ma è un tratto malmesso e le radici che emergono in superficie costringono a percorrere l’altra corsia contromano o a deviare sul marciapiede. Qui si cade facilmente se non si fa attenzione». Mamma di cinque figli, di 3, 7, 9 e 12 anni, di cui due gemelli, la professionista pescarese rivela che la bici «fa parte del nostro patrimonio familiare, mia madre mi portava sulle due ruote e i miei figli vanno a scuola in bici. Gli zainetti li deposito su un carrellino che aggancio alla mia bicicletta». Alessandra Filippini, della famiglia di storici cinema pescaresi, procede verso il centro, occupando il suo senso di marcia: «Il tratto è pericoloso, io cerco di stare nel mio senso di marcia lasciando passare educatamente chi arriva dalla corsia opposta. Non è facile schivare buche e dossi. Senza contare gli aghi dei pini che otturano i tombini e bucano gli pneumatici. La pista, inoltre, è ormai sbiadita». Marco Monaco, studente universitario a Roma, transita spesso sulla pista di viale Regina Margherita: «Ci passo ugualmente, ormai non faccio nemmeno più caso ai rigonfiamenti, ma certo il tratto è malridotto e va rimesso a posto» è il messaggio all'amministrazione comunale. Loris De Dominicis, look sportivo, sceglie il monopattino per girare in città: «Traballo sulla corsia con le buche e le bolle, per cui invado spesso l'altra carreggiata. Ma vado piano, a 16 km orari e faccio sempre passare chi arriva dalla corsia disastrata».
All’angolo con via Muzii un lago d’acqua scorre lungo la pista ciclabile, più avanti uno spuntone di legno fa capolino dal terreno di un’aiuola. Dall’altro lato di via Regina Margherita, procedendo verso nord, sul marciapiede lato monte, scorre la pista ciclabile a senso unico verso viale Sabucchi. Le frecce sulla pista disegnata di azzurro a spezzoni indicano che la direzione è quella sud-nord. Invece c'è chi va al contrario. La tanto contestata (da commercianti e residenti) ciclabile di viale Muzii è ancora intatta con i suoi mille cartelli di indicazione stradale, ma sta perdendo l’azzurro sull’asfalto.
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