Via Regina Margherita riaperta al traffico Polemiche in via Pepe

Cantieri in città, proseguono gli interventi in centro I commercianti della zona stadio: «Chiederemo i danni»
PESCARA. Conclusi i lavori su via Regina Margherita. L’impresa ha terminato ieri, nel tardo pomeriggio, l’intervento di riqualificazione della strada e in serata l’arteria è stata riaperta al traffico, come aveva annunciato due giorni fa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Tonino Natarelli che nei giorni scorsi ha dovuto fare i conti con il maltempo, visto che la pioggia ha rallentato i cantieri. Questo intervento ha riguardato la rimozione e il rifacimento dell’asfalto (con il posizionamento della fibra) e rientra in un pacchetto di lavori che ha già interessato via Milite Ignoto e piazza San Francesco.
Sempre ieri è stata posizionata la pavimentazione in via Regina Elena mentre nei prossimi giorni dovrebbe sbloccarsi il cantiere di via Pepe. «Lì va realizzato l’asfalto e sarà fatto mercoledì prossimo», dice l’assessore per chiarire come stanno le cose e far rientrare le polemiche di quei residenti e commercianti che si lamentano dei ritardi. Lo slittamento dei tempi è legato a chi si sarebbe dovuto occupare di questa porzione di intervento ma il problema sembra superato per cui si dovrà pazientare solo qualche altro giorno. La pazienza sembra finita, però, per chi passa quotidianamente davanti al cantiere. «I lavori sono fermi da settimane e la ditta ha smantellato tutto ed è andata via lasciando una situazione di pericolo per pedoni e automobilisti. Quel poco che è stato fatto non sembra sicuro», dice un residente, visto che «il marciapiede è stato lasciato grezzo, con delle voragini, e sulla sede stradale ci sono dei dissesti». Si lamenta anche Pietro D’Agostino della gelateria Bibò. «Aspettavamo l’asfalto il 23 aprile ma hanno provveduto solo due pezzi». Il malcontento è totale perché «il progetto iniziale è stato stravolto, essendo stato cambiato il materiale da utilizzare. Il marmo si spaccherà alla prima gelata, non essendo nato come un marmo per la pavimentazione. Questo lavoro si aspettava da trent’anni e una volta ultimato ci si dovrà rimettere mano. Per ora l’importante è finire, perché fino ad ora ci hanno provocato solo danni economici e per questo siamo pronti alla class action, per chiedere il risarcimento. Poi punteremo a bloccare il cantiere nel periodo estivo. E solleciteremo la modifica del progetto».

