Via Rimini, in un convegno le richieste della comunità rom

MONTESILVANO. Comunità rom, e associazioni per la difesa dei diritti, insieme per dire “No al razzismo e sì alla pacifica convivenza”. Una presa di posizione forte ma pacata quella espressa ieri...
MONTESILVANO. Comunità rom, e associazioni per la difesa dei diritti, insieme per dire “No al razzismo e sì alla pacifica convivenza”. Una presa di posizione forte ma pacata quella espressa ieri pomeriggio dalla comunità rom di via Rimini nel corso del convegno promosso dall’associazione Amici di Zefferino a Palazzo Baldoni. Un’iniziativa nata a seguito delle forti tensioni verificatesi nelle scorse settimane tra i residenti delle case popolari di Montesilvano e i gruppi politici di Fratelli d’Italia e Lega, e sfociata in due diverse manifestazioni promosse nel quartiere.
Proprio alla luce degli attacchi ricevuti e giudicati razzisti, la comunità montesilvanese ha chiamato a raccolta associazioni e attivisti per un momento di confronto sui temi dell’integrazione e del rispetto, ma anche per mettere in luce i problemi delle famiglie che vivono in via Rimini. Tra i relatori: l’attivista rom Adele Di Rocco, l’avvocato e componente del Forum Rsc Unar, nonché presidente dell’associazione Amici di Zefferino, Giulia Di Rocco, Brunella Capisciotti, psicologa dell’associazione Ananke di Pescara, Paolo Mariani e Benedetta La Penna, attivisti di Amnesty International.
Tante le proposte emerse, soprattutto richieste di lavoro e formazione. «Presenteremo presto un progetto al Comune», ha spiegato Adele Di Rocco, «per aprire uno sportello di informazioni dedicato a chiunque abbia bisogno, non solo alle comunità rom e sinti. Vogliamo promuovere corsi di formazione gratuiti per consentire a chi oggi è disoccupato e non ha disponibilità economica di poter intraprendere un percorso nel mondo del lavoro».
Presente all’incontro anche il sindaco Francesco Maragno. «Tutte le iniziative che servono a riappacificare i rapporti tra le diverse etnie sono ben accette a Montesilvano», ha commentato. «Questa è una città accogliente, però bisogna lavorare dal punto di vista dell’educazione nei confronti dei ragazzi, delle persone più giovani, per far capire che la diversità non deve essere preoccupazione, non deve generare razzismo, ma ci deve spingere a creare le condizioni per una pacifica convivenza. Tutto passa dal rispetto delle regole, se c’è quello, c’è la pacifica convivenza».
Qualche piccolo momento di tensione, ma nessuno scontro, all’arrivo di Marco Forconi, di Fratelli d’Italia, invitato ad andare via. «Non era la sede adatta per discutere», ha evidenziato Adele Di Rocco. «Se vuole potremo organizzare altri incontri. In ogni caso noi li dobbiamo ringraziare, perché hanno creato degli spunti per progettare cose grandiose». (a.l.)
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