lotta all droga

Via Tavo. Un altro arresto nel “Ferruccio”. Ma per gli sfratti c’è l’intoppo

31 Marzo 2026

Dopo aver murato il magazzino-hub di eroina e coca, scatta un nuovo blitz della Mobile nella palazzina.

E l’Ater sollecita il Comune per la decadenza dell’alloggio.

PESCARA

È pugno duro delle forze dell’ordine nel “Ferruccio” della droga in via Tavo, dove ieri mattina c’è stato un altro blitz degli agenti di polizia che hanno arrestato Paolo Candeloro, 59 anni di Pescara. L’operazione della squadra Mobile si allarga e consolida, dopo i fermi già eseguiti nei giorni scorsi nei confronti di Raffaele Leonetti, 55 anni, di origine rom, e Clara Bianchi, 35 anni. Dopo la scoperta del magazzino della droga – un vero hub di cocaina ed eroina con oltre 60 clienti al giorno – resta il nodo cruciale del quartier generale dello spaccio: l’appartamento al quarto piano del civico 229 di via Tavo. Un alloggio Ater che, nonostante dal luglio 2024 sia oggetto di un procedimento di decadenza, continua a essere il cuore operativo di un traffico che terrorizza i residenti, intrappolato in un labirinto di carte e rimpalli burocratici tra Ater e Comune.

L’ARRESTO

Il 59enne, già noto alle forze di polizia, è stato trovato dagli agenti della Mobile proprio dentro l’appartamento al quarto piano, mentre si occupava di alcune vendite di droga. Con il magazzino al piano terra murato appena qualche giorno fa dagli operai dell’Ater, ora l’attenzione è sull’appartamento al quarto piano da cui partono gli affari. Il sistema era organizzato nei minimi dettagli: sentinelle nell’androne, dotate di telecomandi capaci di attivare all’istante un potente allarme acustico per segnalare l’arrivo della polizia, e un impianto di videosorveglianza interno per monitorare ogni movimento. Un’organizzazione strutturata che però, con i primi arresti, inizia a sgretolarsi.

ATER-COMUNE 

Una realtà che, secondo quanto emerge, non sarebbe affatto sconosciuta all’Ater, destinataria da anni di segnalazioni da parte dei residenti. Per questo, dal 27 luglio 2024, è stato avviato l’iter per revocare l’assegnazione dell’alloggio popolare: un procedimento ancora oggi fermo, impantanato nella burocrazia. L’Ater ha più volte sollecitato accertamenti sulle presunte attività illecite, attivando anche controlli della polizia locale. E mentre l’azienda continua a incalzare il Comune – ultima una mail inviata proprio ieri, rafforzata dalla relazione della Questura – dagli uffici comunali fanno sapere di aver risposto chiedendo integrazioni e chiarimenti sui presupposti della decadenza. Un braccio di ferro amministrativo che, di fatto, tiene tutto bloccato.

VITTORIA A META​​​​​​’​​​​

Ed è proprio su questo stallo che affondano il colpo i consiglieri comunali Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea che, pur ringraziando le forze dell’ordine per l’operazione, richiamano alla memoria l’aggressione subita mesi fa davanti allo stesso stabile: «Alcuni individui non gradivano la nostra presenza mentre denunciavamo pubblicamente lo spaccio continuo». «Purtroppo», attaccano i consiglieri, «al quarto piano c’è ancora un alloggio occupato abusivamente e nello stabile si continua a spacciare anche dopo gli arresti, che pure apprezziamo. Una battaglia è stata vinta, ma la guerra è tutt’altro che chiusa». E aggiungono: «La muratura degli stanzini al piano terra e gli arresti hanno colpito solo una parte del sistema. Il vero obiettivo resta sequestrare l’appartamento al quarto piano, trasformato in centrale dello spaccio, e restituirlo a una famiglia onesta in attesa da anni». «Se mai ce ne fosse bisogno», incalzano, «questa vicenda conferma come molti alloggi popolari vengano piegati a usi criminali, trasformati in vere e proprie “botteghe” della droga, operative dalla mattina alla sera. L’unico modo per spezzare questo meccanismo è togliere quegli immobili alla malavita e riassegnarli a chi ne ha diritto». I consiglieri lanciano l’avvertimento finale: «Se non si interviene subito al civico 229 di via Tavo, il rischio è quello che già si sta verificando: a ogni arresto segue una sostituzione immediata della manovalanza. I cittadini onesti che vivono in questo palazzo ci chiedono di non fermarci. Noi continueremo questa battaglia, ma servono risposte concrete da parte delle istituzioni, Ater e Comune in primis, per sottrarre definitivamente quell’appartamento al controllo della criminalità»