Viadotto di Bussi, slitta la fine dei lavori

17 Settembre 2019

Posticipata al 15 novembre la conclusione del consolidamento delle rampe di accesso al casello di Popoli sull’A25

BUSSI SUL TIRINO . Legittime le preoccupazioni del movimento popolare Luci su Popoli, rappresentato da Gianni Natale, sullo slittamento della conclusione dei lavori di consolidamento delle rampe di accesso al casello Bussi-Popoli sulla A25, che esprime tra l'altro, perplessità sulla mancata spiegazione delle motivazioni del ritardo rispetto alle date programmate dalla società della strada dei Parchi.
Difatti l'azienda, dopo aver iniziato i lavori il 20 maggio, aveva inizialmente annunciato la conclusione al 30 giugno, poi slittata al 20 settembre e infine procrastinata al 15 novembre.
L'associazione popolese evidenzia il disagio degli automobilisti e difficoltà per i collegamenti dei territori dell'entroterra con la Val Pescara. Ma la risposta da parte della società autostradale c'è ed è pienamente soddisfacente.
E' la complessità dei lavori, in buona sostanza, che non consente di stabilire a priori con certezza matematica la chiusura del cantiere. Del resto al momento si stanno eseguendo lavori sulla una delle rampe, quella di accesso dalla direzione Pescara e di uscita dalla Valle Peligna, ma appena chiuso questo cantiere se ne dovrà aprire uno altrettanto complesso sulla seconda rampa.
Ma ciò che conta è raggiungere, con i lavori specialistici che si stanno mettendo in opera, un grado sufficiente di sicurezza che affranchi la struttura e l’incolumità pubblica dalle azioni sismiche, visto che quel territorio è ad alto grado di sismicità.
In primis sono stati rinforzati i pilastri che sorreggono il viadotto, sono state ingrandite le sezioni delle colonne incamiciandole con ulteriori armature e rendendole solidali a quelle esistenti. Questo è stato il primo passo.
Ora, si sta lavorando in superficie secondo una progettualità innovativa: quella di trasformare i conci delle campate in una struttura solidarizzata, come a dire un unico nastro stradale, senza interruzioni dei giunti prima esistenti tra le campate.
E' stato necessario scoprire le teste dei conci, rinforzarle con aggiunta di armature e unirle alle successiva. Un lavoro che è seguito a quello di primaria importanza, per la risposta sismica della struttura, del rifacimento degli appoggi, con l'inserimento di nuovi isolatori sismici (in neoprene) in grado di assorbire, trasferire sui pilastri e dissipare, l'energia indotta dal sisma.
Insomma, un lavoro di alta tecnologia che promette sicurezza anche rispetto a terremoti di più alta magnitudo di quello dell'Aquila del 6 aprile 2009 e che dunque, a ragione, prende i suoi tempi.
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