Viaggi, guida al Green pass

14 Agosto 2021

Come andare in ferie all’estero o in Italia, chi lo chiede e quando usarlo

Nei giorni più “caldi” dell’estate, non solo sotto l’aspetto meteorologico ma anche degli spostamenti per le vacanze, ecco la guida utile sul Green pass per viaggiare in Italia e all’estero. C’è da fare subito una premessa: la certificazione verde non serve per spostarci da soli con la nostra auto all’interno dei confini nazionali. Ma negli altri casi vanno seguite alcune regole per muoversi in sicurezza.
CAMBIO DI COLORE. Al momento non ci sono limitazioni per i viaggi e gli spostamenti in Italia, visto che ad oggi tutte le regioni sono in zona bianca. Nel caso di futuri cambi di colore sarà possibile spostarsi liberamente tra regioni in zona gialla. Tra regioni in zona rossa o arancione, oltre agli spostamenti normalmente consentiti per motivi di lavoro, salute o necessità, ci si potrà spostare con il Green pass.
CONDIVISIONE AUTO. La certificazione verde potrebbe essere richiesta però per condividere l’auto. Infatti, per garantire ai dipendenti che percorrono la tratta casa lavoro usando la stessa auto, Jojob, una piattaforma di welfare per la mobilità dei dipendenti, ha avviato l’implementazione del Green pass anche all’interno della propria applicazione così che i pendolari possano mostrare il possesso della certificazione ai potenziali compagni di viaggio.
ALL’AUTOGRILL. Il Green pass è obbligatorio per tutti i servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso. In questa categoria rientrano anche gli autogrill. Ne consegue che qualsiasi cliente o viaggiatore di passaggio dovrà avere la certificazione per sostare in un’area di servizio e consumare al chiuso, al tavolo. Invece, non è richiesta per la consumazione al bancone.
LE ALTRE REGOLE. Le norme anti Covid stabilite dal governo sono rimaste invariate fin dal periodo più critico della pandemia e valgono anche per chi è in possesso di Green pass.
Quindi, i membri di uno stesso nucleo familiare che vivono sotto lo stesso tetto (status che deve essere certificato dal documento anagrafico) possono viaggiare liberamente nella stessa auto senza limitazioni di numero e distanziamento a bordo. In questo caso non è neanche obbligatorio indossare la mascherina. I non conviventi, amici o parenti, possono viaggiare sulla stessa auto, ma al massimo in tre persone, se la vettura ha cinque posti: il conducente e due passeggeri nella fila posteriore. Ma, se la macchina è omologata per otto persone, il limite massimo di passeggeri è cinque. L’utilizzo della mascherina è obbligatoria per tutti e per l’intero percorso.
MULTE SALATE. Chi non rispetta le norme sul distanziamento e sui dispositivi di protezione in auto rischia una multa da 400 a mille euro.
VIAGGI ALL’ESTERO. Se ci si sta recando all’estero, sia per vacanza sia per lavoro, prima di mettersi in viaggio è bene informarsi sulle norme anti contagio in vigore nel Paese di destinazione. In tutti i Paesi membri dell’Unione europea, comunque, è ormai in vigore il Green pass, che ufficialmente per l’Unione si chiama “Certificato digitale Covid-19”. Dal primo luglio i cittadini europei che possiedono il certificato possono muoversi liberamente tra Paesi membri senza particolari restrizioni, ma all’interno dei confini nazionali è richiesto per attività diverse. Così come è successo in Italia a partire dal 6 agosto, anche in altri Paesi europei è diventato obbligatorio mostrare il certificato per entrare in alcuni luoghi al chiuso, o fare certe attività.
FRANCIA. In Francia una persona viene considerata completamente vaccinata solo una settimana dopo aver ricevuto la seconda dose e il certificato – chiamato passe sanitaire – serve invece per svolgere gran parte delle attività quotidiane. Ovviamente il Green pass italiano può essere usato anche in Francia dai cittadini italiani in vacanza, ma secondo le regole francesi, quindi non basta la prima dose di vaccino.
In Francia già dal 21 luglio per i cittadini maggiorenni era necessario avere il passe sanitaire per accedere a spazi pubblici come musei, cinema, teatri e parchi divertimento che accolgono più di 50 persone contemporaneamente, e dal 9 agosto è diventato obbligatorio anche per accedere a bar e ristoranti (anche negli spazi all’aperto), e per viaggiare su treni e bus a lunga percorrenza o sui voli interni. Dal 30 settembre, inoltre, verrà richiesto a tutti a partire dai 12 anni.
GERMANIA E SPAGNA. Per ora l’esempio di Italia e Francia non è stato seguito da due altri grandi stati europei come Germania e Spagna, che non hanno introdotto un obbligo nazionale e hanno lasciato alle autorità regionali o cittadine la facoltà di richiedere il certificato per accedere ad alcuni luoghi pubblici.
A Berlino, per esempio, il certificato è necessario per andare in palestra o cenare al chiuso, mentre in altri stati federati tedeschi non ci sono obblighi di questo tipo. In Spagna regole più stringenti erano state introdotte il 22 luglio solo nella comunità autonoma della Galizia, nel nord-ovest, ma di recente un tribunale regionale ha invalidato il provvedimento. I governi delle isole Canarie e delle comunità autonome della Cantabria e della Andalusia volevano anch’essi introdurre il certificato obbligatorio per accedere ad alcuni locali, ma le loro proposte sono state bocciate dai rispettivi tribunali locali.
ALTRI PAESI. In Austria, invece, il certificato è obbligatorio per accedere a musei, ristoranti, luoghi di cultura, hotel, impianti sportivi e centri benessere; la Danimarca ha un suo pass distinto da quello europeo, chiamato Coronapas, che è in vigore già da aprile e che viene richiesto per entrare nei ristoranti, al bar e per andare dal parrucchiere o in palestra.
Nei Paesi Bassi non è obbligatorio avere il certificato per accedere ai locali, ma può essere richiesto per partecipare a grandi eventi; in Portogallo è obbligatorio per accedere a hotel, palestre, eventi culturali e sportivi, e il venerdì sera e nel fine settimana anche nei ristoranti; in Irlanda serve per accedere a ristoranti, pub e bar.
TRASPORTI. Per i viaggiatori, però, ci saranno novità a partire dal 1° settembre e valide almeno fino al 31 dicembre. Infatti il Green pass sarà obbligatorio per imbarcarsi a bordo di aerei adibiti a servizi commerciali e al trasporto di persone.
Sarà inoltre necessario per viaggiare a bordo di treni per il trasporto passeggeri come Intercity, Intercity notte e Alta Velocità o su navi e traghetti adibiti al trasporto interregionale (esclusi i collegamenti nello stretto di Messina): quindi, lo dovrà mostrare anche chi caricherà la sua auto a bordo del traghetto. Certificato verde obbligatorio inoltre per salire a bordo di autobus: adibiti al trasporto di persone, oppure che effettuano un percorso che collega più di due regioni con itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti. E ancora: autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, a esclusione di quelli impiegati nel trasporto pubblico locale e regionale.