Viale Abruzzo a doppio senso Insorgono residenti e operatori

Petizione con 90 firme per chiedere il ripristino di parcheggi e il senso unico tra riviera e Nazionale Il sindaco De Martinis: con i lavori in via Lazio è l’unica strada per deviare il traffico, chiedo pazienza
MONTESILVANO. «Traffico caos, assenza di parcheggi che ha determinato un crollo degli affari, manto stradale ridotto in condizioni indecenti a causa di una manutenzione inesistente, multe e rimozioni». Il doppio senso di circolazione, imposto dal Comune su viale Abruzzo, dal giovedì alla domenica dalle 20 a mezzanotte, per consentire la creazione dell'isola pedonale estiva fino ai Grandi Alberghi, ha scatenato le ire di commercianti, balneatori e residenti che si sono ribellati alla decisione dell'amministrazione comunale. E con 90 firme (la petizione è stata protocollata in Comune il 13 luglio scorso) chiedono il ripristino di un senso unico mare- monti, in direzione via Emilia-via Lazio, sui 450 metri di strada, stretta tra il lungomare Aldo Moro e la Nazionale Adriatica. I cittadini vogliono anche un incontro con il sindaco Ottavio De Martinis e con i tecnici comunali affinché «possano prendere coscienza dei nostri problemi». Il sindaco ha così replicato alle istanze dei cittadini di Villa Canonico, dove insistono una decina di attività commerciali tra bar, pizzerie, parrucchieri, ristoranti, tabaccherie, barbieri e gelaterie: «È stata una scelta dolorosa, ma non potevamo fare altrimenti. In via Lazio ci sono i lavori in corso, quindi non potevamo estendere l'isola pedonale fino a via Marinelli e alleggerire il traffico in quella zona, nè “tagliare” viale Europa, in centro, dal contesto degli eventi estivi». «L'unica via di transito per deviare il traffico da sud è viale Abruzzo», ha sottolineato il sindaco, «dove storicamente c'è sempre stato il doppio senso di circolazione prima dei lavori di ristrutturazione che ha, sì, stretto la sede stradale, ma ha allargato i marciapiedi. Comprendiamo i disagi lamentati dai cittadini, chiediamo ancora un mesetto di pazienza. Bisogna fare qualche sacrificio per avere una città più bella, una volta conclusi i cantieri. Intanto, i cittadini possono utilizzare l'area parcheggio sita su un tratto di viale Abruzzo e di fronte ad una pizzeria in alternativa a quelli cancellati col doppio senso di marcia».
Ma commercianti e residenti di viale Abruzzo, via Aremogna e dintorni, non ne vogliono sapere. Nel corso di un incontro in un locale della zona, un nutrito gruppo di residenti, commercianti e balneatori, ha raccontato i disagi conseguenti al doppio senso di circolazione su una strada che presenta notevoli criticità, dai tombini pericolanti dove «le anziane si rompono i piedi», al tracciato scavato in terra dalla fibra «dove si affossano le ruote delle biciclette».
«Ci hanno tolto tutti i parcheggi, col senso unico almeno li avevamo lato nord», attaccano i cittadini, «nessuno più si ferma neppure per un momento per paura delle multe e gli incassi stanno crollando. È vero che abbiamo un'area parcheggio, ma è troppo piccola per sopportare la mole di traffico proveniente da Pescara che a tutte le ore ci soffoca con lo smog e ci distrugge la quiete con gli strombazzamenti dei clacson. Soprattutto la sera, quando le transenne chiudono il passaggio verso il centro e si apre l'isola pedonale, per noi è un inferno, stiamo con le finestre sbarrate, non usciamo di casa per timore di essere investiti e non spostiamo le macchine per giorni per paura di non ritrovare il posto». Nella petizione i cittadini, pur «riconoscendo la bontà degli interventi di ristrutturazione della via che non avvenivano da 40 anni», ritengono che alcune opere sono state dei «palliativi e non lavori risolutivi». E segnalano la necessità di un «piano urbano della mobilità e del traffico inaccettabilmente assente nella terza città d'Abruzzo demogaficamente importante, di un sistema di raccolta delle acque meteoriche perché la strada si allaga dopo i temporali, di ripristino di tombini e manto stradale, di un adeguato presidio di vigilanza e sicurezza».
Tra i firmatari della petizione, l'urbanista Aldo Cilli, i balneatori Chiara e Lorenzo Ciaramellano di bagni Luca, i titolari della gelateria Dolce Capriccio, Costantino e Patrizia Ferratusco, i residenti Luigi e Giovanni De Palma, Maria e Fortunato Mattucci, Franco Forti, Giacinto e Gianna Di Giacomo, Monica Mattucci, Grazia Di Giacomo, Silvia Blasioli, Concetta Donatelli. Ha aderito anche Paolo Pennese del ristorante La Marinara, aperto da poco.
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