Viale Inghilterra resta senza gli alberi promessi

17 Agosto 2016

Inascoltata la petizione con centinaia di firme presentata nel 2014 lungo la nuova strada restano le pozze per le piante e pochi lecci malandati

MONTESILVANO. Dopo tante promesse e buone intenzioni e dopo una petizione popolare presentata nel 2014, viale Inghilterra resta ancora lasciata a se stessa e senza verde pubblico. È quanto denuncia pubblicamente l'architetto Giuseppe Di Giampietro non nuovo a battaglie in favore di una città più vivibile e a misura d'uomo.

“Per fare un viale ci vogliono gli alberi” era lo slogan coniato per la strada nel quartiere Pp1, zona alberghi, dagli abitanti e dai turisti che avevano sottoscritto la petizione due estati fa in cui chiedevano appunto all'amministrazione comunale di piantumare alberi lungo la nuova strada realizzata dal costruttore D'Andrea, che ancora oggi però vede le pozze predisposte sui marciapiedi desolatamente rimaste vuote.

A seguito della presentazione di alcune centinaia di firme il sindaco Francesco Maragno, appena eletto, aveva prontamente risposto chiedendo alla forestale di regalare gli alberi per quella via. Nell'autunno del 2014 sono stati piantati dei lecci, minialberi di due metri, una pozza sì e una no, di cui una metà non sono attecchiti e quelli sopravvissuti non riescono ancora nè a fare ombra nè a dare un carattere meno desolato all'ampia assolata strada. Torna così a far sentire la propria voce Di Giampietro il quale ricorda che «non solo c'è una legge che impone di piantare un albero per ogni bambino nato, ma di alberi ombrosi e ossigenanti ci sarebbe un gran bisogno soprattutto in una città turistica, ma il verde, l'arredo urbano, la qualità degli spazi aperti, con viali alberati, piazze, piste ciclabili, percorsi pedonali, fanno la qualità della città e aumentano il valore delle case, che non si vendono se fuori dei condomini l'ambiente è degradato. Ciò che occorrerebbe», continua «è un piano organico per il quartiere Pp1. Occorrerebbe rivedere quello di 20 anni fa, che ha permesso di realizzare solo le case, con pochissimo verde e senza piazze, senza mercati, senza piste ciclabili, senza filovia nè parcheggi di interscambio e soprattutto», conclude, «occorrerebbe un piano pubblico e partecipato e non solo qualche iniziativa sporadica o l'azione episodica di qualche benefattore». Nel viale mancano inoltre cestini di raccolta carta. Gli incroci presenti sono carenti di adeguata segnaletica.

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