Viale Marconi, cantiere infinito Cancellata un’altra rotatoria

13 Ottobre 2021

Dopo le isole salvagente, smontate e rifatte, distrutto anche il rondò realizzato appena pochi mesi fa E tra la confusione degli automobilisti e l’ironia sui social, monta la rabbia di residenti e commercianti

PESCARA. «Avanti su, non facciamo i furbi. Chi ha rubato la rotatoria nuova di zecca su viale Marconi?». È solo uno dei post ironici che in queste ore tappezzano i social. Oggetto dei commenti di tanti pescaresi, alcuni dei quali animati da indignazione, sono gli interventi in corso per la nuova viabilità di viale Marconi. Opere che per chi guarda dall’esterno sembrano il frutto di un compito sbagliato i cui errori siano stati cancellati. Ma la traccia iniziale su un foglio di carta, spesso quando si usa la gomma, resta ancora evidente. E così accade anche sulla strada, per via della differente colorazione dell’asfalto più o meno fresco. Negli ultimi giorni, la rotatoria all’incrocio con via Tommaso da Celano e via Corradino d’Ascanio è stata rimossa, mandando in confusione gli automobilisti, che di fronte all’ingombro del rondò ora disegnato dall’asfalto più scuro, si trovano spesso a percorrerla come se fosse ancora presente. Nemmeno pochi giorni fa, anche le isole salvagente, realizzate nei primi giorni di agosto, sono state smantellate e ricollocate.
E alla confusione degli automobilisti si somma la rabbia di residenti e commercianti, critici sulla variante che aumenta le corsie, dalle 3 inizialmente previste a quattro, e che hanno messo in piedi il comitato “Salviamo Viale Marconi”, promosso da Franco Pasetti, titolare dell’enoteca Naturalmente vino e da Franco Fiadone. Il comitato appena nato ha l’obiettivo «di salvaguardare gli interessi di tutti coloro che vivono viale Marconi come residenza, luogo di lavoro, o come semplice passaggio quotidiano, dagli effetti nefasti dei lavori che sono in corso da ormai più di un anno», si legge in una nota. «Con questo progetto spariranno tutti i parcheggi dal lato monte e moltissimi di quelli lato mare. Gli spazi residui saranno comunque insufficienti per i cittadini residenti, oltre che per la clientela e per gli utenti delle tante attività che gravitano su viale Marconi e le vie adiacenti. Sarà impossibile la sosta di mezzi commerciali in prossimità di moltissime attività, per il rifornimento merci delle stesse, e per la consegna a privati di pacchi di varia natura; aumenteranno i tempi di percorrenza per dipendenti/esercenti per l’arrivo al posto di lavoro; non sarà garantito un numero sufficiente di posti per i diversamente abili, avendone il progetto previsti solamente due, uno all’altezza di piazza Unione ed il secondo a circa un km di distanza verso lo stadio. Infine sarà impossibile anche la semplice fermata per un qualsiasi motivo». Per il comitato ne risentiranno anche possibili interventi di manutenzione sulle facciate degli edifici di viale Marconi e l'uscita dai garage privati. «Se da un lato si cerca di trasformare l’anima di viale Marconi da strada commerciale in strada di semplice collegamento con il centro», continuano «dall’altro non si tiene conto delle basilari norme di sicurezza soprassedendo a una serie di errori progettuali che renderanno il percorso molto pericoloso per autovetture, biciclette e pedoni. Nulla in contrario al miglioramento del trasporto pubblico, alla transizione verso la sostenibilità degli spostamenti, all’eliminazione della odiosa abitudine della doppia fila e del parcheggio selvaggio, ma questo progetto va solo a discapito di commercianti e residenti», concludono.