Viale Marconi, collaudo fermo I cittadini: ora si sospenda tutto

21 Giugno 2023

Dopo le dimissioni del tecnico del Comune non è stato ancora individuato chi prenderà il suo posto Il Comitato chiede il ripristino dei parcheggi. Tenerelli: si torni alle due corsie, ok anche il senso unico

PESCARA. Viale Marconi resta senza un collaudatore, dopo le dimissioni del tecnico del Comune Pietro Grosso che lasciato l’incarico poco prima del termine delle verifiche. E nel frattempo i residenti e commercianti di questa strada chiedono di «smontare tutto», di «ripristinare il viale così com’era perché l’assetto attuale, senza parcheggi, ci toglie lavoro», dicono dal comitato “Salviamo viale Marconi” Franco Pasetti e Fabiana Tenerelli.
IL CALLAUDO Lo stop al collaudo è arrivato il 5 giugno quando si è saputo delle dimissioni di Grosso, ufficialmente per motivi personali. Ma l’ex dirigente Fabrizio Trisi (che poi si è dimesso tre giorni prima di essere arrestato) aveva interpretato questo gesto come «un dispetto» nei suoi confronti, visto che continuava a sollecitare «di presentare le carte del collaudo». Dopo le dimissioni di Grosso proprio Trisi aveva avviato una ricerca interna, tra gli uffici del Comune, per individuare un altro collaudatore. Se però non si dovesse arrivare a un nome, la ricerca andrebbe promossa all’esterno di Palazzo di città. Fatto sta che si ricomincia daccapo e saranno necessari altri mesi prima di arrivare al collaudo della strada che ha creato e continua a creare molte polemiche. Per Pasetti «i fatti dei giorni scorsi», con l’inchiesta sugli appalti dei lavori pubblici a Palazzo di città, «renderanno il collaudo impraticabile: firmare questo atto diventa impossibile. Lo era già in condizioni normali, figuriamoci ora».
LE RICHIESTE Collaudo a parte, per il comitato di viale Marconi c’è una priorità, ed è quella di «ripristinare la strada (progettata da Trisi) così com’era perché non funziona, è stata fatta male, è un disastro», dice sempre Pasetti. «Non essendo stato effettuato il collaudo, potrebbero almeno ripristinare la segnaletica stradale, riattivare i parcheggi su entrambi i lati», chiede Tenerelli. «Si può pensare a un senso unico con una corsia riservata ai bus, oppure a un doppio senso con le corsie ad uso promiscuo, destinate sia alle auto che ai bus, con i parcheggi laterali. Sarebbe una strada più a misura d’uomo ma la cosa più importante è che in questo modo si garantirebbe la sicurezza della via (ad esempio per chi attraversa) e si tutelerebbe il nostro lavoro, che ci è stato tolto con questo assetto, senza parcheggi. Non possiamo rimetterci noi per le scelte scellerate di pochi».
Pasetti ricorda cosa non va. «I semafori funzionano in modo casuale, i bus passano indipendentemente dal semaforo (che non sempre si attiva) e una rotatoria (quella all’altezza di via Spaventa) nei giorni scorsi è diventata transitabile al centro solo perché sono spariti i dissuasori. È il caos più totale», dice, «per cui bisogna tornare alla normalità facendo in modo che le rotonde facciano le rotonde e i semafori facciano i semafori». L’attenzione resta altissima tant’è che il Comitato intende presentare «delle memorie su quello che è successo in questi giorni» in vista del pronunciamento del Consiglio di Stato sul progetto di viale Marconi (dopo il ricorso straordinario che i cittadini hanno presentato al Capo dello Stato). Se la sentenza ci darà ragione», conclude Tenerelli, «dovranno smantellare tutto». Un altro aspetto. «Ci dicono che tutto deve essere funzionale al passaggio dei filobus», fa notare Pasetti, «ma quale sarà il percorso dalla strada parco a viale Marconi?».