«Viale Marconi, intervenga il prefetto»

13 Gennaio 2023

Il Pd accusa la giunta di aver scatenato il caos con la modifica alla viabilità: la Corte dei conti ora accerti le responsabilità

PESCARA. Su viale Marconi lo scontro si fa ancora più acceso. Ieri, i consiglieri del centrosinistra sono tornati alla carica accusando la giunta Masci di aver creato il caos e di aver reso pericolosa l’arteria stradale con la realizzazione del progetto delle quattro corsie. Poi hanno richiesto l’intervento del prefetto Giancarlo Di Vincenzo per «ripristinare le condizioni di sicurezza» e della Corte dei conti «per accertare le responsabilità». Non è finita qui. Oggi, alle 13, si riunirà la commissione Controllo e garanzia, presieduta dal capogruppo del Pd Piero Giampietro, per esaminare la questione di viale Marconi con i sindacati dei trasporti. Mentre martedì prossimo si terrà un’altra seduta della commissione, sempre su viale Marconi, con la partecipazione dei rappresentanti della Tua.
Insomma lo scontro tra amministrazione comunale, da una parte, opposizione e residenti, dall’altra, non accenna a placarsi, soprattutto dopo la decisione del sindaco Carlo Masci, pubblicata ieri sul Centro, di andare avanti con quel progetto tanto contestato.
Il centrosinistra, intanto, continua la sua battaglia. «Rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri comunali di centrosinistra», hanno detto Piero Giampietro, Antonio Blasioli, Stefania Catalano, Giovanni Di Iacovo, Marco Presutti, Francesco Pagnanelli (Pd), Mirko Frattarelli e Marinella Sclocco (lista Sclocco sindaco), «lo scorso 7 dicembre il sindaco Masci aveva comunicato il termine dei lavori su viale Marconi. Affermazione da noi prontamente confutata sulla base della mancanza di quattro impianti semaforici necessari a bloccare il traffico veicolare e consentire il transito dei mezzi pubblici all’interno delle rotatorie. Una motivazione confermata dallo stesso Masci, il 27 dicembre, in risposta ad una seconda interrogazione da noi presentata».
«La domanda è lecita: l’appalto è realmente concluso come afferma Masci oppure sono terminati i fondi?», si sono chiesti i consiglieri, «per quanto concerne questa seconda possibilità, il 19 dicembre abbiamo inviato una nota espositiva alla Corte dei conti. Abbiamo inoltre indirizzato una missiva alla Commissione europea, alla presidenza del Consiglio dei ministri e all’Autorità di gestione unica Fesr-Fse che sovrintendono la corretta gestione dei fondi della Sus (Strategia urbana sostenibile) affinché verifichino come il Comune di Pescara abbia utilizzato le risorse per realizzare un progetto scriteriato come pochi e che non risponde ai criteri di sostenibilità. Dopo 852 giorni di lavori e dopo aver speso 1.560.000 euro e cioè circa 590.000 euro in più, il Comune deve ammettere che mancano i fondi necessari al completamento della strada».