Viale Marconi, la protesta in aula «Il progetto deve essere cambiato»

Il comitato di cittadini parteciperà alla riunione del consiglio comunale di martedì pomeriggio «Chiederemo di rivedere l’intervento. Intanto raccogliamo fondi per presentare il ricorso al Tar»
PESCARA. Il comitato Salviamo viale Marconi ci sarà. Martedì, alle 16, in occasione della seduta del consiglio comunale, commercianti e residenti che contrastano il progetto delle quattro corsie saranno in aula per ascoltare che intenzioni ha l’amministrazione. Intanto, però, continuano a lavorare sul ricorso al Tar e su una segnalazione all’Unione europea, come annuncia Fabiana Tenerelli, alla guida del comitato.
Cosa vi aspettate dalla riunione del consiglio comunale?
Penso che martedì il Comune si giocherà la sua ultima chance per tornare sui suoi passi. Ma noi siano pronti ad andare avanti comunque, senza ripensamenti, con le nostre azioni, se continueranno a mostrare la stessa tracotanza che hanno mostrato sparandoci il bitume davanti ai negozi e alle case. Il ricorso al Tar era l’ultima cosa che avremmo voluto, ma il loro atteggiamento ci ha spinto in questa direzione. Forse hanno convocato il consiglio proprio perché hanno paura dei ricorsi.
Voi ci sarete quindi?
Tutti gli aderenti al comitato vorranno esserci. Non faremo manifestazioni perché abbiamo deciso di seguire le vie legali, le battaglie di piazza le lasciamo ad altri. Spero che ci sarà una discussione costruttiva e non come è accaduto in commissione quando abbiamo parlato a lungo ma poi è emerso che sarebbero andati avanti e si è rivelata una perdita di tempo. Considerato che hanno invitato le associazioni ambientaliste, di categoria, dei disabili e l’Aci, speriamo che non facciano finta di niente, di fronte alle rimostranze.
Quali sono le vostre richieste?
Chiediamo che si torni ad una viabilità “normale”, senza le quattro corsie, che vengano rimessi a posto i marciapiedi, perché ora si cammina in fila indiana e non c’è spazio per due persone affiancate. Devono permettere alle bici di passare su questa strada e metterla in sicurezza, perché ogni angolo è un pericolo pubblico. Mi chiedo come sia possibile che la pista ciclabile vicino al ponte sai già scolorita, così come la segnaletica orizzontale.
Per voi c’è la possibilità che facciano il passo indietro che chiedete?
Lo spero, altrimenti non so a cosa serva questo consiglio straordinario. Se pensano che possa essere sufficiente per evitare il ricorso, si sbagliano, tanto più che ogni loro promessa non è stata mantenuta.
Intanto cosa sta accadendo in viale Marconi?
Hanno interrotto i lavori all’angolo con via Corradino D’Ascanio: stavano realizzando le strisce e tagliando i marciapiedi per realizzare posti auto ma non sono andati avanti. Sicuramente spostandosi più a sud, hanno avuto problemi a seguire questa linea.
Ma qualcosa di positivo c’è?
Niente di positivo, anzi è sempre peggio, mano a mano che il cantiere si sposta verso sud. Altro che Parigi, sembra Bagdad e forse Bagdad è meglio. I marciapiedi sono impraticabili, le bici non hanno spazio, i tombini sono stati abbassati troppo rispetto al livello della strada, nulla è fatto bene. Assistiamo a un pot-pourri in cui hanno cercato di rattoppare quanto già fatto ma il risultato è peggio di prima.
A livello politico, c’è qualcuno di cui vi fidate?
L’unica persona disponibile era stato Fabrizio Rapposelli, ma dopo il passaggio a Forza Italia non si è più sentito. E poi c’è Marcello Antonelli. Il Pd si è battuto per quello che ritiene un problema e ha premuto per la riunione del consiglio, questo va riconosciuto.
Domenica intanto raccoglierete fondi per le vostre azioni.
Sì, saremo all’hotel Regent (lungomare sud) dalle 10 alle 13, ma non sarà una manifestazione, non ci sarà alcun comizio. Raccoglieremo le quote di adesione, che saranno libere.
Perché vi rivolgerete all’Europa?
Perché il finanziamento è stato ottenuto per il progetto di viale Marconi a tre corsie. Un progetto che poi è stato modificato.

