Viale Marconi: pozzetti tutti chiusi

Fioccano le proteste: le fogne non ce la fanno, non si è risolto niente, un disastro
PESCARA. Tornano ad allagarsi viale Marconi e viale Pepe. Ieri mattina sono bastati trenta minuti di temporale per riempire la zona di acqua e creare disagi alla circolazione delle auto, ai pedoni, ma anche alle persone in attesa degli autobus, non protette dalle tettoie troppo strette delle nuove pensiline. Con la pioggia è aumentata la rabbia dei commercianti. I problemi più grossi si sono verificati nella zona sud di viale Marconi, all’intersezione con via Tommaso da Celano e all'incrocio con viale Pepe, da sempre fragile sul fronte degli allagamenti. La zona negli ultimi tempi è stata interessata dai lavori per la rigenerazione del fosso Bardet, rimuovendo i detriti che avevano cancellato il materiale che ricopriva il fondo. Restano da fare i lavori per la realizzazione di una vasca di raccolta delle acque piovane. «È una scena che si ripete», afferma Moreno Barbacane, del Bar dello Stadio. «Abbiamo subìto almeno 15-16 allagamenti. Le fogne non ce la fanno e l'acqua sale sul marciapiede. L'acqua oggi (ieri, ndc) non è entrata nel locale solo perché ha smesso di piovere. Siamo stati fortunati, ma viviamo sempre con l’ansia quando piove. Nonostante i lavori qui non si è risolto niente». «È peggio di prima», sottolinea la commerciante Rosanna Pisano. «È stato un temporaluccio di fine estate, eppure l’acqua è arrivata in pochissimo davanti alla vetrina. Abbiamo dovuto mettere le transenne, perché altrimenti quando passava l’autobus, creava delle ondate che buttavano l'acqua dentro il negozio. I pozzetti erano tutti chiusi, tranne uno, che defluiva poco. Con i piedi nella melma abbiamo dovuto togliere la griglia. Da quando hanno fatto i lavori», continua esasperata, «il problema è peggiorato e non parliamo del calo del fatturato. Ogni mese meno 80 per cento. Siamo agli sgoccioli e il colpo di grazia ce lo hanno dato i lavori».
«Bastano poche ore di pioggia e la zona stadio torna ad assomigliare a una città del Bangladesh», denuncia sui social, Franco Pasetti. «Nonostante i lavori sul fosso Bardet proseguano da mesi, siamo sempre qui a misurare i centimetri d’acqua nelle nostre attività». (m.pa.)

