Viale Marconi, scatta la protesta I negozianti bloccano il traffico

Sotto accusa il progetto della strada a 4 corsie: «Siamo esasperati, senza parcheggi crollano gli incassi» Circolazione fermata fino all’arrivo della polizia. Inchiesta della Procura sull’appalto: acquisiti i primi atti
PESCARA. «Esasperati, siamo esasperati e pieni di rabbia». Così i commercianti di viale Marconi che, ieri mattina, attorno alle 11, in segno di protesta hanno bloccato un tratto di strada, quell’altezza del civico 285, impedendo per quasi 20 minuti la circolazione alle vetture e agli autobus. Per non far passare nessuno, in mezzo alla carreggiata hanno posizionato cassonetti e new jersey.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, un disabile in auto che girava e girava senza riuscire a trovare un parcheggio. Di fronte alla scena, alcuni negozianti non ci hanno visto più e sono scesi in strada. In tutto una ventina di persone. L’iniziativa, nata «in maniera spontanea» è stata poi interrotta dall’arrivo della polizia seguita dagli agenti della municipale.
Sotto accusa, il progetto a quattro corsie, due per i mezzi pubblici e due per l’auto, contestato sin dall’inizio per la riduzione notevole dei parcheggi in zona. Progetto che ora è finito anche all’attenzione della procura di Pescara, la quale ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato e senza indagati. Una inchiesta conoscitiva, di cui è titolare il pm Luca Sciarretta. A far scattare gli accertamenti, condotti dai carabinieri forestali, il Comitato Salviamo viale Marconi che, a fine dicembre, si era rivolto alla Regione per avere chiarimenti sul progetto e su alcune autorizzazioni mancanti tra cui la Valutazione di impatto ambientale. Era stata quindi interessata la procura. Approfondimenti sono stati già effettuati in Comune.
Da Palazzo di città è stato ribadito che il progetto prevede l’esecuzione di interventi finalizzati alla realizzazione della sede riservata per il trasporto pubblico «al fine di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria» e che non c’è alcuna volontà di trasformare viale Marconi in una «strada urbana di scorrimento». Conserverà quindi le caratteristiche di «strada urbana di quartiere».
«Noi sappiamo solo», dicono i commercianti, «che il fatturato è calato perché qui non ci si può fermare più. Non ci sono neppure i parcheggi per il carico e lo scarico delle merci. Non ci resta che chiudere». «In questa zona», sottolinea Moreno Barbacane, titolare del bar Stadio, «non si salva più nessuno. Bisogna riportare i posti auto sia a destra che a sinistra. Così è un disagio per tutti. Quando piove poi, ci allaghiamo pure».
Amareggiata la titolare del ristorante da Massimo: «La mia attività è aperta da 22 anni. Non abbiamo mai avuto problemi. Siamo conosciuti. Nell’ultimo periodo, invece, la situazione è diventata nera. Registriamo un calo impressionante. In tutta la giornata di ieri, abbiamo avuto appena 10 clienti. Incassi ridotti e di contro tasse e bollette di gas e luce che aumentano. Disagi enormi per i clienti, ma anche per i fornitori che non possono scaricare la merce perché non ci sono posti dove farlo». Per non parlare, dicono i negozianti, delle multe che fioccano. «Non c’è la minima tolleranza», fa presente la titolare di Bed&Bed, «eppure venivamo dalla pandemia, dalla crisi. Ci stanno distruggendo. E poi nessuno cui ascolta. Non c’è colloquio con il Comune».
Non ha partecipato alla protesta, ma comunque d’accordo in pieno con le posizioni dei commercianti, Lucio Marinelli del Comitato Salviamo viale Marconi. «L’amministrazione comunale dice che vuole fare i parcheggi. Ma quando verranno realizzati? Ora non ci sono neppure», fa presente, «i posti auto disegnati nel progetto. Si sta trasformando una strada principale come viale Marconi in un vicolo, in cui le attività economiche non hanno alcuna chance».
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