Viale Marconi senza controlli: il collaudo è bloccato da 7 mesi

7 Ottobre 2023

Si allungano ulteriormente i tempi per gli esami sul percorso da piazza Unione fino a viale Pindaro Il Comune deve nominare un altro tecnico per verificare se sia stata rispettata la legge con i lavori

PESCARA. Viale Marconi a quattro corsie rischia di diventare una Caporetto per l’amministrazione comunale. La strada più importante di Porta Nuova continua ad essere al centro delle polemiche, una volta per la viabilità, un’altra per la difficoltà di transito dei mezzi pubblici, un’altra ancora per i continui incidenti. Ora per il mancato collaudo atteso da sette mesi. Qualche giorno fa si è riunita la commissione Controllo e garanzia, presieduta da Piero Giampietro, per fare di nuovo il punto sentendo i tecnici del Comune. E la situazione non è apparsa affatto rosea. Oltre al collaudatore Pietro Grosso, che si era dimesso a maggio e ora ha riaccettato l’incarico, l’amministrazione comunale sarà costretta a nominare un altro tecnico esterno per verificare se sia stata rispettata la legge con i lavori terminati nel marzo scorso. Nel frattempo, continuano a rimanere chiuse al trasporto pubblico alcune rotatorie.
SERVE UN ALTRO TECNICO E tutto questo non fa altro che alimentare le polemiche da parte del centrosinistra. «Sarà un tecnico esterno a procedere con i rilievi plano-altimetrici di viale Marconi», ha detto il presidente della commissione Piero Giampietro, che è anche capogruppo del Pd, «rilievi necessari per le procedure di collaudo della strada». Alla seduta della commissione ha partecipato il nuovo direttore dei lavori, che è il dirigente Aldo Cicconetti, il responsabile unico del procedimento e il tecnico collaudatore. «I tre», ha spiegato Giampietro, «hanno relazionato sullo stato della procedura di collaudo che, per legge, doveva essere completata nel giugno scorso, annunciando di dover ricorrere ad un tecnico esterno che sarà incaricato di procedere con i rilievi».
LA POLEMICA Da qui le critiche del capogruppo e degli altri consiglieri del centrosinistra Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. «È ormai inquietante», hanno affermato, «il silenzio del centrodestra, dal sindaco, agli assessori e agli esponenti della maggioranza sulla pericolosità della strada, sull’enorme difficoltà nel collaudarla e sui costi ormai esplosi. Non si riesce neppure a rispondere ad una semplice domanda: quanto sta costando ai pescaresi la manutenzione di questa strada nuova di zecca che richiede già interventi costanti, che pure stentano ad essere eseguiti come nel resto della città invasa dai cantieri». «Sindaco, assessori e consiglieri», hanno osservato gli esponenti del centrosinistra, «dicano ai pescaresi se davvero ritengono normale far transitare decine di migliaia di persone su una strada di cui non si riesce a calcolare né la tempistica del collaudo, né la sua effettiva aderenza alla normativa, né il costo di manutenzione. E neppure la fine dei lavori, visto che ci sono ancora rotonde inibite al traffico, nonostante il progetto avesse previsto il transito dei mezzi di trasporto pubblico».
IL VERBALE Durante la seduta della commissione è emersa anche un’altra novità. «Il Comune», ha rivelato il presidente Giampietro, «con un atto dell’allora dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi (finito agli arresti il 16 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di mazzette e droga in Comune, ndr), il 6 dicembre 2022 aveva firmato il verbale di consegna anticipata dell’opera, sottoscrivendo che “l’impresa appaltatrice, con la presente consegna anticipata, viene sollevata da qualsiasi responsabilità per danni a persone o cose che dovessero verificarsi durante l’uso delle opere oggetto della consegna anticipata”, restando invece responsabile della qualità dei materiali impiegati e degli eventuali difetti di realizzazione. In altre parole, la responsabilità di questi mesi senza collaudo è interamente in capo al Comune».