Vicini troppo rumorosi, denunciata l’Ater

31 Agosto 2018

I condòmini di via Moro contestano la presenza insopportabile di una famiglia: «In quell’appartamento chiasso continuo»

PESCARA. Non ne possono più. Le famiglie che vivono nel palazzo popolare di via Moro 53 sono esasperati dai rumori che arrivano da un appartamento. Rumori «continui e insostenibili», di giorno e di notte, che hanno spinto i condòmini a rivolgersi più volte alle forze dell’ordine, per denunciare quanto accade in quell’alloggio. E hanno anche chiesto all’Ater di intervenire, per interrompere questo disagio insopportabile. Ma non si è mosso nulla. E così i condòmini hanno presentato una denuncia querela alla procura della Repubblica contro l’Ater, che ritengono «inadempiente perché non ha fatto rispettare il regolamento condominiale» adottato proprio dall’Ater e «responsabile» di «aver causato una situazione di grave tensione e invivibilità» nello stabile.
Nella denuncia-querela i condomini segnalano le condizioni di «invivibilità» che si sono create all’interno del palazzo (6 piani, 12 famiglie), per via dei rumori «che si intensificano dal pomeriggio». Si sente di tutto: «continue corse di ragazzini con gli zoccoli, schiamazzi, urla, tonfi sul pavimento con il movimento di mobili, musica ad alto volume». Il tutto appare «di una tale intensità e continuità da non permettere in alcun modo il riposo», dice sempre chi vive nel palazzo. Questo quadro è aggravato dal fatto che nell’appartamento si verifica «un andirivieni di adulti e ragazzini, ugualmente incivili», che si aggiungono ai componenti del nucleo familiare» accusato di fare baccano. E così i rumori «aumentano in maniera esponenziale». Di notte, poi, pare vengano organizzate delle «feste». I tentativi di dialogo con la famiglia sono sempre caduti nel vuoto. Anzi, chi si è lamentato e ha chiesto di ridurre il trambusto, «è stato deriso con sfottò e rumori più forti, spesso seguiti dal lancio di oggetti vari», compresi secchi di acqua con la candeggina, pattume e perfino l’urina del cane (che viene liberato lungo la gradinata del palazzo). Un comportamento «irrispettoso» che nessuno riesce a contenere.
«Non ci fanno più vivere», dicono esasperati dal civico 53. «Non vogliamo mettere nessuno in mezzo alla strada ma dal giorno in cui questa famiglia è arrivata nel nostro palazzo è finita la pace. Ci siamo rivolti all’Ater, incontrando il commissario Antonello Linari, ma non si è mosso nulla». Il prossimo passo sarà «un appello al prefetto a cui sarà chiesto di convocare gli inquilini, l’Ater e anche il Comune», annuncia Armando Foschi, dell’associazione Pescara Mi Piace, che si sta interessando del caso. «Dovrebbe essere il Comune ad intervenire per avviare la procedura di decadenza, considerato che l’assegnatario ha abbandonato l’alloggio. E l’Ater dovrebbe far rispettare il regolamento condominiale». Nei mesi scorsi è intervenuta anche l’associazione Codici, rivolgendosi alla questura, all’Ater e al Comune.