Video di minorenni via chat, indagato

Un 20enne sotto accusa per la diffusione di materiale pedopornografico: sequestrati computer e telefonini con filmati e foto
PESCARA. Si scambiavano via chat materiale pedopornografico. In un’operazione chiamata Area pedonale, ieri mattina sono state effettuate dalla polizia postale e delle telecomunicazioni perquisizioni e denunce a raffica in tutta Italia. Eseguiti anche tre arresti. Nell’inchiesta, diretta dalla Procura di Torino - Gruppo criminalità organizzata e reati informatici e coordinata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, è coinvolto anche un ragazzo di 20 anni della provincia di Pescara che partecipava, da quanto emerso, a questa chat in cui circolavano foto e video hard, realizzati sfruttando dei minorenni.
Ieri mattina, il giovane ha ricevuto la visita della polizia, che ha controllato e sequestrato tutto il materiale in suo possesso. Alle indagini, condotte dai poliziotti del compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Torino, ha partecipato il compartimento della polizia postale dell'Abruzzo, diretto dal vice questore Elisabetta Narciso. Il ragazzo attualmente è indagato insieme ad altre 11 persone, fra cui figurano quattro minorenni. Sono tutti ritenuti responsabili di detenzione e diffusione di contenuti realizzati mediante sfruttamento di minori di 18 anni. L’indagine ha preso il via da un’attività sotto copertura svolta nell’ambito del contrasto alla diffusione di materiale pedopornografico attraverso la rete e, in particolare, su una piattaforma di messaggistica che garantisce ampio anonimato agli utenti. Gli operatori sono riusciti ad entrare pian piano in contatto con gli utenti che, apertamente, sulla chat di gruppo dichiaravano di possedere o pubblicavano materiale pedopornografico. E questo per poterlo scambiare con altri. Per identificare i partecipanti al gruppo, dopo averne acquisito la fiducia, gli investigatori, grazie alla loro abilità tecnica, sono risaliti alle tracce informatiche che poi hanno consentito loro di individuare chi faceva parte di questa chat. Sono riusciti così ad arrivare all'amministratore di un canale sul quale si poteva reperire il materiale pedopornografico, previa iscrizione e pagamento di 25 euro. La persona in questione è stata arrestata in Calabria per commercio di materiale pedopornografico aggravato e per aver utilizzato strumenti volti a impedirne l’identificazione. Oltre a numerosi supporti informatici, le sono state sequestrate carte di credito e un portafogli elettronico. Gli altri due arrestati risiedono in Campania e Lombardia. In casa di quest’ultimo sono stati sequestrati circa millecento file. All'operazione hanno partecipato anche i compartimenti della postale della Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto.

