«Vieni a disinfettare la stalla, via gli animali»

Un’intercettazione rivela il tentativo di Melchiorre di far sparire dall’ufficio le microspie della forestale
PESCARA. Una «disinfezione» alla «stalla» per evitare l’ingresso degli «animali» indesiderati. Così l’architetto Angelo Melchiorre, 61 anni di Bussi, a capo dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione 5, ordina a un esperto radiotecnico, e non a un veterinario, di cercare le cimici della polizia giudiziaria nel suo ufficio del Comune di Bussi. Le voci di un’indagine si rincorrono e, dopo le prime perquisizioni, è necessario intervenire. Secondo gli inquirenti, con la parola «disinfezione», Melchiorre avrebbe voluto dire bonifica della sua stanza in municipio, chiamata «stalla», mentre gli «animali» sarebbero gli eventuali ascoltatori non voluti.
A rivelare il tentativo di far sparire le microspie dall’ufficio comunale sono le intercettazioni telefoniche tra Melchiorre e l’esperto. Ma non c’è solo questo: per fugare dubbi, gli agenti della forestale hanno chiamato il radiotecnico e lui, da testimone, ha «confermato» che «la richiesta ricevuta da Melchiorre riguardava la bonifica da impianti di intercettazione telefonica installati entro i locali dell’ufficio nel Comune di Bussi». Una dichiarazione importante che potrebbe dimostrare la tesi dell’accusa del presunto inquinamento probatorio.
Il rischio di inquinamento delle prove, oltre all’obiettivo dichiarato del gruppo di imprenditori e tecnici di allungare le mire sulla ricostruzione dell’Aquila come emerge dalle telefonate intercettate, ha fatto scattare i domiciliari: «Occorre impedire», recita l’ordinanza del gip Gianluca Sarandrea, «contatti tra le parti in grado di consolidare le conseguenze delle condotte sinora assunte ed evitare la realizzazione di nuove analoghe ipotesi delittuose». (p.l.)
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