«Vietato spostarsi», e le corse si riducono

25 Marzo 2020

La Regione si adegua al decreto di Conte e sospende fino all’80% del servizio. In particolare gli autobus verso le aree industriali

PESCARA. Riduzione delle corse degli autobus da un minimo del 50% fino a un massimo dell’80%, preservando le esigenze di chi deve andare a lavorare, e sospensione delle corse dedicate al trasporto degli operai verso le aree industriali. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza numero 14 con cui dispone una ulteriore riduzione del trasporto pubblico locale a seguito della chiusura di molte attività produttive.
Le nuove misure sono state prese per evitare ulteriori veicoli di diffusione del coronavirus e per tutelare la sicurezza degli utenti e del personale viaggiante. Si tratta di una nuova stretta al trasporto pubblico locale dopo la precedente ordinanza che prevedeva riduzioni delle corse fino ad un massimo del 50% per gli autobus e fino all’80% per i trasporti ferroviari.
LA NUOVA ORDINANZA. L’ordinanza prende le mosse dal decreto del presidente del Consiglio del 22 marzo che ha stabilito ulteriori e più stringenti misure per contenere e gestire l’epidemia, ampliando sull'intero territorio nazionale le misure adottate inizialmente per le zone rosse della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna. In particolare il decreto ha ulteriormente ristretto il novero delle attività produttive e delle attività lavorative consentite, limitandole a quelle ritenute «strettamente essenziali», e ha ridotto ulteriormente le motivazioni per spostamenti privati, «riducendo di conseguenza in maniera consistente le esigenze di mobilità della popolazione». Da qui la decisione della Regione di ridurre ulteriormente i servizi di trasporto pubblico su gomma in concessione comunale e regionale da un minimo del 50% fino ad un massimo dell’80% delle percorrenze, preservando esclusivamente le esigenze di mobilità conseguenti al decreto di palazzo Chigi, ed in particolare quelle del pendolarismo lavorativo, in relazione alle attività ancora consentite, e per l’accesso alle strutture sanitarie. Ne consegue che l’altro provvedimento contenuto nell’ordinanza sia la sospensione «per tutto il periodo di vigore della chiusura alle attività produttive, disposto dal DPCM 22 marzo 2020, delle corse dedicate al trasporto degli operai verso le aree industriali».
STOP ALLE FABBRICHE. Il provvedimento sul trasporto pubblico è stato preso dopo la chiusura di molte attività produttive. La Val di Sangro, infatti, ha spento i motori. La Sevel è attualmente in cassa integrazione e il fermo della produzione durerà fino al 30 marzo.
La Honda è in cassa integrazione fino al 3 aprile, con ripresa delle attività il 6. Anche il resto delle grandi fabbriche dell’automotive si ferma. È così per la Isringhausen (circa 400 dipendenti) che produce sedili per i furgoni commerciali di Sevel. Attività ridotte e richiesta di Cig anche alla Pierburg che realizza componenti per l’industria automobilistica. Cassa integrazione anche alla San Marco (160 dipendenti) che fa cassoni per veicoli commerciali.
La ex Blutec, oggi Ma srl, (circa 240 dipendenti) che costruisce traverse sottoplancia e longheroni per i furgoni Sevel, è in cassa integrazione da giorni. Stessa cosa per la Baomarc (lamierati per Sevel, circa 200 lavoratori) e per tutto l'indotto automotive.
Ferme anche le fabbriche medio piccole. La Bode Sud (porte per autobus) che dà lavoro a una trentina di dipendenti si fermerà oggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA