Vigili del fuoco in piazza «Siamo eroi sottopagati»

Oggi protesta del Conapo a Roma per chiedere l’equiparazione con gli altri corpi Il sindacato sollecita nuove assunzioni per fronteggiare la carenza di organico
PESCARA. Sono stufi di essere trattati come un «corpo di serie B» e di continuare a ricevere un «trattamento retributivo e pensionistico ben diverso da quello degli altri corpi di polizia». Per questo i vigili del fuoco aderenti al Conapo scendono in piazza oggi, a Roma, davanti alla Camera dei Deputati. E a manifestare, in divisa, ci sarà anche una delegazione abruzzese, in rappresentanza dei 650 permanenti in servizio in Abruzzo, di cui 240 a Pescara (compreso il nucleo elicotteri).
Il segretario regionale, Luigi Conti, se la prende con chi governa, perché «continua a fare orecchie da mercante, mettendo sempre all’ultimo posto dell’agenda politica i problemi dei vigili che non trovano mai soluzione». E le questioni sono essenzialmente queste: i vigili sono costretti a percepire «300 euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia e non ricevono alcun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici». Tutto questo «è un affronto».
È una situazione «inaccettabile», dice sempre Conti, «anche perché non chiediamo privilegi ma solo parità di trattamento con gli altri corpi semplicemente attraverso l’inserimento nel comparto sicurezza dal quale siamo rimasti esclusi, in passato, per volere dei sindacati politicizzati». Oppure si possono ipotizzare «misure legislative di equiparazione retributiva e pensionistica agli stessi corpi del comparto sicurezza», prosegue il segretario del Conapo Abruzzo. La mancanza di «attenzione» si registra anche nei confronti degli specialisti dei vigili, che «vivono una sperequazione ancora più elevata», fa notare.
In questo periodo pensare ai vigili rimanda immediatamente agli «eroi del terremoto e della tragedia di Rigopiano», ma «sono i peggio pagati tra i corpi dello Stato e si trovano perfino agli ultimi posti nella classifica delle retribuzioni del pubblico impiego. Una umiliazione di fronte alla quale nessuno interviene e che deve essere subito e totalmente sanata in occasione dei decreti di riordino delle carriere che la legge Madia ha previsto entro la fine di questo mese. Ecco perché abbiamo deciso di gridare il nostro malessere in piazza per chiedere stanziamenti maggiori anche per i pompieri».
C’è pure altro. «Dobbiamo anche combattere la poca attenzione del ministero dell’Interno e degli altri sindacati che rappresentano anche i “normali” impiegati pubblici. Ogni volta che i vigili del fuoco riescono a spuntarla e ad ottenere qualche risorsa aggiuntiva, seppur insufficiente, devono fare i conti con le pretese che queste risorse vengano distribuite anche a favore di chi non è vigile del fuoco e sta dietro una scrivania. Ma così facendo si continua a ritardare il processo di equiparazione agli altri corpi».
La situazione, già di per sé grave, appare drammatica se si pensa che durante le complicate e delicate «operazioni di soccorso effettuate nel centro Italia, i vigili hanno dovuto persino acquistare, pagando di tasca propria, le calzamaglie termiche per difendersi dal gelo e dalla neve. Questo perché il ministero dell’Interno, pur prevedendo interventi del genere, non prevede la fornitura di vestiario adatto», a dimostrazione della mancanza di «attenzione» per i vigili.
Il Conapo pone anche il problema dell’organico. «Servono assunzioni per coprire la grave carenza di personale che si può stimare in tremila pompieri mancanti rispetto ai 32mila previsti a livello nazionale. Inoltre quelli in servizio hanno un’età media troppo elevata, pari a 48 anni, a causa dei tagli alle assunzioni». In questo momento il sindacato autonomo dei vigili del fuoco si aspetta «la solidarietà e il sostegno delle istituzioni e del governo, a partire dal premier Gentiloni e dai ministri Minniti e Madia, delle forze politiche e dei cittadini».
Il Conapo, guidato dal segretario generale Antonio Brizzi, si augura poi che «gli altri sindacati escano dal silenzio in questo cruciale momento di protesta e si uniscano alle battaglie per ottenere la parità di trattamento con gli altri corpi» che oggi portano il sindacato in piazza. «Aspettiamo da troppo tempo», conclude Conti, «di avere un rilancio autentico e la meritata valorizzazione del personale che è il vero patrimonio del corpo, diventato un’eccellenza grazie solo alla passione e al sacrificio individuale. Vorremmo non essere più trattati come un corpo di serie B» e questo slogan sarà gridato in piazza oggi, nella speranza che «i pompieri non vengano ancora una volta traditi».

