Vigili, il Comune ripete il concorso annullato

Fissati gli esami a giugno per i 70 candidati risultati idonei nelle prove azzerate dal Consiglio di Stato
PESCARA. Riparte da zero la selezione per l’assunzione di nuovi vigili urbani al Comune. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento del concorso svolto nel 2019 per una serie di irregolarità, ora si dovranno rifare gli esami. Si dovranno ripresentare i 70 candidati che erano risultati idonei nelle preselezioni e ammessi alle successive prove scritte e orali.
Così, nei giorni scorsi il dirigente al settore Risorse umane del Comune Fabio Zuccarini ha firmato un provvedimento con cui si prende atto della sentenza del Consiglio di Stato e si provvede ad annullare la graduatoria finale, il relativo atto di approvazione, la procedura concorsuale e tutti i documenti attinenti, inclusi i verbali della commissione di concorso.
In seguito all’annullamento della graduatoria, decadono anche i rapporti di lavoro a tempo determinato e in corso di svolgimento stipulati dall’ente attingendo alla graduatoria annullata. Si tratterebbe, in realtà, di soli 2 contratti in essere, perché quelli stipulati precedentemente sono già scaduti. La risoluzione contrattuale avverrà dal prossimo 16 maggio.
Con questo provvedimento, il dirigente ha anche disposto la ripetizione delle prove selettive per i candidati che si erano presentati a sostenerle nel 2019. Gli esami si svolgeranno in base a quanto prevedeva il bando. Già fissate le date. Le prove scritte si svolgeranno in due distinte giornate nell’ambito della prima decade di giugno e, più precisamente, il 6 e il 10 giugno. Indicazioni più precise arriveranno in seguito con successivi provvedimenti per la puntuale calendarizzazione delle prove e per l’individuazione delle modalità di svolgimento secondo uno specifico protocollo anti-Covid.
Insomma, si ricomincia da capo dopo il pasticcio del concorso del 2019. Bisogna ricordare, in proposito, che il Tar aveva già annullato la selezione, riscontrando delle irregolarità, e il Consiglio di Stato ha poi confermato quella decisione.
In particolare i giudici, accogliendo il ricorso di alcuni concorrenti esclusi dalle prove, hanno riscontrato delle violazioni del principio dell’anonimato dovute alla circostanza che nei codici a barre consegnati ai partecipanti nelle prove scritte figuravano numeri molto corti e facilmente riconoscibili e memorizzabili. (a.ben.)

