Vigili, scontro sull’assegnazione dei gradi

PESCARA. «Chiediamo che si proceda all’annullamento in autotutela amministrativa della delibera di giunta comunale “Regolamento dei simboli distintivi di grado” in quanto contenente disposizioni che...
PESCARA. «Chiediamo che si proceda all’annullamento in autotutela amministrativa della delibera di giunta comunale “Regolamento dei simboli distintivi di grado” in quanto contenente disposizioni che sono in palese e grave violazione della legge e del contratto nazionale».
Comincia così la lettera inviata ieri dai segretari dei sindacati autonomi Diccap e Csa, Walter Falzani e Giovanni D’Intino, al sindaco, vice sindaco e all’assessore alla polizia urbana per contestare il nuovo regolamento per l’attribuzione dei gradi agli agenti della polizia municipale. «L’adozione del regolamento dei simboli distintivi di grado della polizia municipale e di conseguenza la modificazione del regolamento di polizia municipale», affermano, «non è di competenza della giunta comunale, bensì rimane una competenza del consiglio comunale», sostengono i due sindacalisti.
Il regolamento, in sostanza, stabilisce la foggia e i simboli distintivi dei gradi e li stabilisce in stretta somiglianza a quelli militari e delle forze di polizia dello Stato; stabilisce i criteri di attribuzione dei gradi in base all’anzianità di servizio; inoltre stabilisce ulteriori gradi all’interno dei ruoli (commissario capo e commissario superiore; ispettore capo, ispettore superiore e ispettore superiore scelto; sovrintendente capo-vice ispettore, assistente capo, agente scelto) e attribuisce i gradi dei ruoli di ispettore e/o sovrintendente (ispettore, ispettore capo, ispettore superiore e ispettore superiore scelto; sovrintendente, sovrintendente capo vice ispettore) ai dipendenti di categoria “C.
Secondo Diccap e Csa, questo provvedimento si dovrebbe ritenere illegittimo in base al combinato disposto delle norme relative alle qualifiche, ai gradi e ai profili professionali, contenute nella legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale e su altre leggi, di cui vengono indicati numeri e date.
«Chiediamo previa diffida», concludono, «di annullare entro e non oltre 10 giorni dalla presente la delibera. In difetto ricorreranno senza ulteriore avviso alle autorità competenti, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori della polizia locale e ripristinare la legalità».
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