Villa Acerbo rinascerà con un anno di lavori

1 Marzo 2016

Spoltore, in partenza la ristrutturazione della casa di riposo a Caprara Intervento da 630 mila euro: in arrivo anche nuove camere da letto e bagni

SPOLTORE. Rinasce la casa di riposo per anziani ex Onpi di Caprara. Sono stati aggiudicati i lavori per la ristrutturazione e adeguamento antisismico della Villa Acerbo, dimora ottocentesca della famiglia di Tito e Giacomo Acerbo, dal secondo dopoguerra sede dell’ospizio ex Onpi, chiuso per inagibilità quasi 15 anni fa. L’appalto indetto dal Comune di Spoltore a fine dicembre, con la partecipazione di 13 imprese, tutte ammesse, è stato vinto dalla ditta Dbg di Giuseppe Bernardo di Basciano, in provincia di Teramo, che ha presentato un’offerta con un ribasso del 30,783%. Per i lavori saranno spesi 630 mila euro, al lordo degli oneri per la sicurezza. La ristrutturazione dell’antico palazzo è stata finanziata con fondi, in totale un milione 178 mila euro concessi dalla Regione in seguito alla presentazione da parte del Comune di un progetto di riqualificazione della villa nell’ambito del bando per le aree sottoutilizzate Par-Fas Abruzzo 2007-2013, linea azione VI, che sovvenziona interventi di adeguamento e miglioramento di edifici pubblici destinati ad attività sociali di tipo residenziale. Il progetto che sta andare in cantiere, che dovrebbe essere completato entro un anno, prevede la realizzazione di camere da letto con bagno, in un’ala dell’edificio, per un totale di 20 posti letto, oltre agli interventi antisismici e alla sistemazione degli spazi aperti antistanti il complesso architettonico.

Nel secondo dopoguerra la famiglia Acerbo donò la dimora, con annesso parco con alberi secolari, all’allora Opera nazionale pensionati d’Italia (Onpi), con l’obiettivo di farne una casa d’accoglienza per anziani soli. Pur con gestioni diverse, Onpi prima, Comune dopo, la struttura ha funzionato come casa di riposo fino al 2002, arrivando ad ospitare fino a 80-90 anziani. Nel corso degli anni, quando l’Onpi fu soppressa per legge, il palazzo passò alla Regione, che a sua volta affidò al Comune la gestione dei servizi per gli ospiti.

La proprietà del complesso ex Onpi di Caprara, nel frattempo ingrandito con una chiesetta e con un secondo padiglione per attività socio-assistenziali, passò al Comune in seguito a una legge regionale all’inizio del 2000. La casa di riposo fu dichiarata inagibile e chiusa nel 2002, dopo sopralluoghi dei carabinieri dei Nas, che evidenziarono gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie. Da quel momento il Comune è riuscito solo a finanziare i lavori di sistemazione del padiglione minore, di più recente costruzione, che infatti da alcuni anni è tornato a funzionare come casa di riposo, con 41 posti letto, gestione affidata ai privati, ma con rette di degenza stabilite dal consiglio comunale. L’antica Villa Acerbo è invece rimasta finora murata, per mancanza di fondi. La situazione si è sbloccata l’estate scorsa con il bando Par-Fas.

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