Villa Acerbo, via libera al piano di riqualificazione

Spoltore, approvato il progetto per ristrutturare il prestigioso complesso edilizio Fino a tredici anni fa ospitava la casa di riposo. Il costo supera il milione di euro
SPOLTORE. La giunta comunale dà il via libera al progetto esecutivo dei lavori di ristrutturazione, con adeguamento antisismico, di Villa Acerbo ex Onpi, nella frazione Caprara, l’ottocentesca monumentale residenza spoltorese della famiglia di Tito e Giacomo Acerbo, inagibile e chiusa da oltre 10 anni.
Il restyling del palazzo sarà finanziato con fondi, in totale un milione 178mila euro, concessi dalla Regione in seguito alla presentazione da parte del Comune di un progetto di riqualificazione della villa nell’ambito del bando Par-Fas Abruzzo 2007-2013, che finanzia interventi di adeguamento e miglioramento di edifici pubblici destinati ad attività sociali di tipo residenziale. Il progetto prevede la realizzazione di camere da letto con bagno, in un’ala dell’edificio, per un totale di 20 posti letto, oltre agli interventi antisismici e alla sistemazione degli spazi aperti antistanti il complesso architettonico. Nel secondo dopoguerra, la famiglia Acerbo donò la dimora, circondata da un grande parco con alberi secolari, all’allora Opera nazionale pensionati d’Italia (Onpi), con l’obiettivo di farne un ospizio per anziani. Così, la villa ha funzionato per decenni come casa di riposo, fino al 2002. Nel corso degli anni, quando l’Onpi fu soppresso per legge, il palazzo entrò nel patrimonio della Regione, che a sua volta affidò al Comune di Spoltore la gestione dei servizi residenziali per i pensionati ospiti.
Con una legge regionale dei primi anni Duemila, la proprietà di tutto il complesso ex Onpi di Caprara, nel frattempo ampliato con una chiesetta e un secondo padiglione per i servizi socio-assistenziali, fu trasferita dalla Regione al Comune.
Il complesso edilizio è stato poi dichiarato inagibile e chiusa nel 2002, dopo sopralluoghi dei Nas, per gravi carenze igienico-sanitarie. Da quel momento, il Comune è riuscito a racimolare fondi solo per finanziare i lavori per la sistemazione del padiglione minore, più recente, che da alcuni anni è tornato a funzionare come casa di riposo, con 41 posti letto e gestione affidata ai privati, ma con rette di degenza stabilite dal Consiglio comunale. L’antica Villa Acerbo è invece rimasta inutilizzata, in attesa di tempi migliori per le finanze dell’amministrazione municipale. Al bando dell’estate scorsa per l’assegnazione dei fondi Par-Fas, nella graduatoria redatta dall’assessorato regionale alle Politiche sociali, il progetto presentato per ristrutturare l’ex Onpi si è piazzato al secondo posto, dopo gli Istituti Riuniti di Chieti.
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