Villa Basile, la giunta ricorre in Cassazione

1 Dicembre 2020

Si riaccende lo scontro legale su Villa Basile chiusa da più di un mese dagli eredi del barone, in passato proprietario dell’area. L’amministrazione comunale ha deciso di ricorrere in Cassazione per...

Si riaccende lo scontro legale su Villa Basile chiusa da più di un mese dagli eredi del barone, in passato proprietario dell’area. L’amministrazione comunale ha deciso di ricorrere in Cassazione per impugnare la sentenza della Corte d’Appello con cui è stato riconosciuto il diritto di usucapione ai discendenti del barone Vincenzo Basile. Fu proprio il barone, nel 1975, a donare l’appezzamento di terreno, poi trasformato in parco pubblico, nel 2003, dall’allora sindaco Luciano D’Alfonso. Più precisamente, i giudici della Corte d’Appello, il 30 settembre scorso, hanno rigettato il ricorso proposto dal Comune e hanno condannato quest’ultimo a rimborsare agli eredi le spese del grado di giudizio, pari a 8.600 euro. In base al quella decisione, i discendenti del barone hanno deciso di chiudere il parco pubblico. Ma l’amministrazione contesta la sentenza. «Il provvedimento della Corte d’Appello dell’Aquila», spiegano gli avvocati dell’ente, «si palesa gravemente viziato ed erroneo, pertanto si propone di autorizzare l’impugnazione della decisione dinanzi alla suprema Corte di Cassazione per ottenerne la riforma e l’annullamento». Gli eredi del barone avevano rivendicato sin dal 1991 il diritto di usucapione su quell’area di 7 ettari.