Villa Carmine, la bonifica è ferma Il M5S: manca anche il progetto

Nuovo grido d’allarme sull’impianto dismesso, Stella: «Troppi ritardi, il sito continua a inquinare» E sul lungofiume rispuntano cumuli di rifiuti abbandonati: le fototrappole non frenano gli incivili
MONTESILVANO. Centinaia di pneumatici, frigoriferi, stampanti, calcinacci, mobili, passeggini e tanto altro ancora. Sulle strade sterrate che conducono fino alla montagna di rifiuti da 300 mila metri cubi di Villa Carmine, nascoste tra la vegetazione che costeggia il fiume Saline o abbandonate in “bella” vista, continuano a moltiplicarsi le discariche abusive, mentre la bonifica dell’ex discarica resta ferma al palo.
I blocchi di cemento che chiudono gli accessi, così come le fototrappole e le sanzioni elevate dalla polizia locale negli ultimi anni, infatti, sembrano non aver fermato il fenomeno degli scarichi da parte degli incivili. E mentre l’area appare sempre più inquinata, con la vegetazione che in alcuni casi ha praticamente occultato le cataste di immondizia, la bomba ecologica montesilvanese continua a inquinare le falde acquifere e le acque del Saline con il suo percolato. A lanciare un altro grido d’allarme, dopo un sopralluogo, è la consigliera regionale del M5s Barbara Stella che annuncia una nuova interpellanza all’Emiciclo. Accompagnata dal consigliere comunale pentastellato Giovanni Bucci, Stella torna a sollecitare la giunta Marsilio che, attraverso l’assessore all’Ambiente Nicola Campitelli, lo scorso anno aveva annunciato gli imminenti interventi di messa in sicurezza. «Oltre al ritardo sulla bonifica», commenta Stella, «per la quale non esiste ancora un progetto operativo approvato, non è stata effettuata neppure la messa in sicurezza di emergenza per evitare che il percolato e le acque contaminate continuino a propagarsi oltre il perimetro della discarica e si riversino anche sul fiume Saline, come già accaduto in passato. Sono anni che si aspetta la bonifica di questo sito contaminato, ma dalla Regione Abruzzo finora ci sono state solo chiacchiere». La consigliera definisce poi incomprensibile la decisione della maggioranza di «non inserire questo sito nell’elenco dei siti orfani della Regione Abruzzo, così da poter intercettare fondi del Pnrr». Stando a quanto riferisce Stella, però, negli ultimi mesi ci sarebbero state delle interlocuzioni tra Regione e ministero dell’Ambiente in relazione ai fondi necessari alla realizzazione degli interventi. «Per questo motivo ho deciso di approfondire», prosegue, «presentando una nuova interpellanza regionale e di coinvolgere anche la nostra deputata Daniela Torto per approfondire anche sul fronte ministeriale».
A esprimere rammarico per una messa in sicurezza che tarda ad arrivare, anche il consigliere Bucci: «Abbiamo riscontrato una situazione veramente al limite. Noi riteniamo che bisognerebbe optare per lo smantellamento della discarica, ma se la scelta è quella della messa in sicurezza, almeno che si proceda velocemente».

