Villa Falini, edifici nel degrado: nessun intervento in undici anni

L’ex casa di riposo resta una meta di disperati: ancora senza esito le iniziative annunciate in passato Mai partito il progetto da 8,6 milioni di euro per costruire una residenza destinata a 120 anziani
MONTESILVANO. Qual è il futuro di Villa Falini? Dopo l’ottenimento del finanziamento per la riqualificazione di Villa Delfico e dopo la convenzione sottoscritta tra la Provincia di Pescara e l’università d’Annunzio per il nuovo decollo della Stella Maris, l’ex casa di riposo resta l’unica struttura pubblica abbandonata del quartiere Villa Verrocchio di cui non sono state ancora rese note le sorti. Era il 2012 quando l’allora assessore alle politiche sociali Anthony Aliano, durante l’amministrazione Di Mattia, annunciò che la struttura era pronta per tornare ad aprire le sue porte agli anziani. Da allora sono passati 11 anni ma, in questo lasso di tempo, l’edificio ha accolto solo senzatetto che, in più occasioni, hanno trovato rifugio nelle sue stanze, prima dei blitz delle forze dell’ordine.
L’ultimo maxi sgombero risale al giugno del 2020 quando carabinieri e polizia municipale, facendo irruzione nella palazzina, sorpresero 21 persone al suo interno di cui 4 riuscirono a fuggire e le altre 17, 16 uomini e una donna, furono denunciati e allontanati. In quell’occasione i varchi di accesso a Villa Falini furono nuovamente murati per impedire nuove intrusioni in attesa di una riqualificazione o nell’abbattimento e ricostruzione dell’edificio.
Risale al 2016 uno studio di fattibilità approvato dalla giunta Maragno e dall’Azienda Speciale che mette in campo due ipotesi per la rinascita di Villa Falini percorribili attraverso un project financing: la prima ipotesi è quella di riqualificare l’esistente e riattivare la casa di riposo da 20 posti letto, con una spesa di circa 1,8 milioni di euro; la seconda è di realizzare ex novo una struttura capace di ospitare fino a 120 anziani – di cui 20 autosufficienti, 70 non autosufficienti e 30 posti riservati in regime semiresidenziale – il tutto attraverso la demolizione del complesso residenziale, che oggi conta tre edifici per una superficie complessiva di 540 metri quadrati, e la costruzione di una nuova struttura da 3.800 metri quadrati, per una spesa stimata in circa 8,6 milioni di euro. Seppure questo secondo importo sia stato inserito di recente nel piano triennale delle opere pubbliche, per il momento il soggetto privato disponibile a un simile finanziamento non sembra essere stato ancora individuato.
A vincolare l’utilizzo dell’edificio rendendo ancora più complesso il suo ripristino in funzione, oltre all’aspetto meramente economico, anche le imposizioni poste dal benefattore Fulvio Falini che, alla sua morte avvenuta nel 1995, tra gli altri beni lasciò in eredità la villa di corso Umberto al Comune di Montesilvano specificando nel testamento che l’ente avrebbe dovuto utilizzare la struttura come “piccola residenza di vita per anziani” dedicata alla sua “diletta e defunta moglie Emma Vannucci Falini”.

