Villa in fiamme a Collecorvino, sospetti su un vigile del fuoco

Sarebbe stato lui ad appiccare l’incendio doloso in una casa in viale dei Pini. Salve la moglie e la figlia di tre anni
COLLECORVINO. Tragedia sfiorata ieri sera a Collecorvino dove un incendio di vaste proporzioni ha distrutto una villetta in viale dei Pini. Non ci sono state vittime perché gli inquilini – un uomo, sua moglie e una bambina di tre anni - sono riusciti a scappare prima che il fuoco avvolgesse tutto. Dalle prime testimonianze raccolte sul posto – e come hanno avuto modo di accertare poi carabinieri e pompieri – il rogo ha avuto quasi certamente origine dolosa e ad appiccarlo sarebbe stato, P.V., vigile del fuoco in servizio al distaccamento dell’aeroporto, per motivi ancora ignoti.
L’uomo è stato trattenuto in stato di fermo nella locale stazione dei carabinieri. Dopo l’allarme lanciato dai cittadini che abitano in zona, vedendo uscire fumo e fiamme dall’abitazione, sul posto si sono subito portate tre squadre dei vigili del fuoco di Pescara con tre autobotti, un’ambulanza per soccorrere eventuali feriti, che fortunatamente non ci sono stati, i carabinieri di Collecorvino e una pattuglia della compagnia di Montesilvano per accertare le dinamiche dell’accaduto. Appena appresa la notizia, intorno alle 19, uno dei primi ad accorrere sul luogo è stato il sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, che insieme ai vicini ha soccorso la moglie dell’uomo in un evidente stato di choc, in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. Viste le dimensioni dell’incendio, che si era già impadronito di buona parte della casa, e la possibilità che vi fossero nelle immediate vicinanze bomboloni di gas o metano che potessero esplodere, il sindaco e un ragazzo della protezione civile di Collecorvino hanno pensato subito di bloccare il traffico dei veicoli sulla strada provinciale, in attesa che sopraggiungessero le forze dell’ordine.
Tutta la vicenda è al vaglio dei carabinieri che dovranno chiarire le posizioni dei due coniugi, ma alcuni testimoni che hanno soccorso la donna hanno detto che i suoi abiti erano impregnati di benzina. È stata proprio la donna, insegnante a Picciano, originaria di Farindola, a confessare ai vicini che il marito – presunto autore dell’incendio – negli ultimi giorni aveva palesato un marcato nervosismo, forse sintomi di un più profondo malessere interiore che ha fatto scattare la scintilla dell’insano gesto.
L’uomo, stando alle prime ricostruzioni, ha cosparso il seminterrato di liquido infiammabile poi gli ha dato fuoco. In pochi minuti si è scatenato l’inferno. Il rogo ha distrutto anche due vetture parcheggiate nel garage adiacente lo scantinato. L’abitazione è stata dichiarata inagibile e la donna con la figlioletta, ieri notte, sono state ospitate da una vicina. Una storia dai contorni ancora nebulosi, ma l’intervento tempestivo delle squadre di soccorso e la prontezza della donna nel fuggire hanno evitato il peggio.
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