Villa Verrocchio, 4 idee per cancellare il degrado

4 Settembre 2021

Il Comune pronto a intervenire sugli edifici in abbandono: si parte da Villa Falini Vertice con il rettore sulla Stella Maris. Si cerca l’accordo per il palazzo di via Lazio

MONTESILVANO. Occhi puntati su Villa Verrocchio che, da quartiere dei grandi edifici abbandonati o degradati, potrebbe presto diventare il cuore pulsante della vita culturale e sociale di Montesilvano. O almeno è questo quello che accadrà se, come auspicano i residenti, tutti i progetti del Comune andranno realmente in porto. È proprio in uno dei quartieri più centrali e dal più alto potenziale della città – estendendosi dal lungomare alla nazionale e includendo anche la strada parco e la pineta – che sono concentrate le tre strutture più importanti e abbandonate di Montesilvano e uno dei palazzi più problematici della città. Ma questa situazione potrebbe durare ancora per poco.
VILLA FALINI Tra gli edifici comunali che potrebbero presto tornare a riaprire i battenti c’è l’ex casa di riposo di corso Umberto, ricevuta in eredità ma da anni abbandonata e più volte occupata da disperati e senzatetto. La riqualificazione della struttura è stata inserita nel documento unico di programmazione approvato recentemente dal consiglio comunale e, nelle prossime settimane, amministratori e uffici tecnici dovranno valutare le possibilità a disposizione per riattivare la villetta. Quanto alla destinazione, il suo utilizzo è vincolato dalle volontà testamentarie di Fulvio Falini che alla sua morte, nel 1995, lasciò il bene al Comune a patto che venisse utilizzata come «piccola residenza di vita per anziani».
STELLA MARIS Croce e delizia della città, l’ex colonia fascista sul lungomare è attualmente interessata da importanti lavori di riqualificazione utili a restituire decoro e funzionalità all'edificio. Ma l’aeroplanino sul mare è anche al centro dell’interesse dell’università d’Annunzio che vorrebbe utilizzare i suoi ambienti per dar vita a un centro di ricerca per servizi alle imprese e start up. Per concretizzarsi, però, il progetto ha bisogno di almeno altri 400 mila euro necessari al completamento della riqualificazione. A tal proposito, è in programma lunedì prossimo una riunione tra il sindaco Ottavio De Martinis, il rettore dell’ateneo Sergio Caputi e il presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri per valutare la fattibilità dell’iniziativa.
VIA LAZIO 61 Negli ultimi mesi ha subito una netta accelerazione il processo di sgombero del palazzone di Villa Verrocchio che ospita le case popolari del Comune di Pescara. Ormai noto come “palazzo della vergogna”, per via del degrado che lo caratterizza, lo stabile entro la fine dell’anno in corso dovrebbe essere completamente liberato sia dalle famiglie che ci vivono in maniera legittima, e che saranno trasferite in alloggi a norma, che dai numerosi abusivi. Una volta libero, il palazzo potrebbe essere venduto o abbattuto per essere poi totalmente ristrutturato o ricostruito. Il sogno del primo cittadino, qualora il progetto dell’università nella Stella Maris dovesse andare in porto, sarebbe quello di dar vita qui a uno studentato.
VILLA DELFICO È recente la notizia dell’ottenimento di 2,8 milioni di fondi ministeriali che, in tre anni, porteranno alla riqualificazione della villetta storica che affaccia sulla nazionale e sulla strada parco. Seppure il progetto esecutivo dell’intervento non sia ancora stato delineato nel dettaglio, da tempo ormai il sindaco sogna di poter trasformare Villa Delfico in un luogo di cultura. Dalla scuola civica di musica alla biblioteca, a un museo che a Montesilvano manca: sono diverse le attività che potrebbero essere trasferite nel palazzo storico di Villa Verrocchio dopo la sua riqualificazione. L’ingente cifra, inoltre, consentirà al Comune anche di riqualificare l’ampio parco.