Villanova-Gissi, scatta l’inchiesta sull’elettrodotto

Blitz della Forestale nel Comune di Cepagatti per acquisire i documenti Fascicolo senza indagati, al vaglio eventuali difformità. Terna: tutto in regola
PESCARA. Le autorizzazioni rilasciate, eventuali difformità progettuali e l’impatto ambientale. L’elettrodotto Villanova-Gissi, dopo una messe di esposti da parte dei comitati, è finito in procura sulla scrivania del pm Gennaro Varone che sta coordinando un’inchiesta ancora agli albori – senza indagati e senza ipotesi di reato – per fare luce su eventuali irregolarità del progetto della società Terna.
Le indagini hanno portato la Forestale al Comune di Cepagatti, dove gli investigatori hanno acquisito la documentazione necessaria alle prime valutazioni. Un blitz che arriva nella stessa settimana in cui la società ha promosso, proprio per domani, un incontro pubblico al teatro D’Annunzio: una sorta di open day che si svolgerà dalle 10 alle 19 per rassicurare i cittadini dubbiosi e i tanti comitati di protesta sorti attorno al progetto su benefici e caratteristiche dell’opera.
A far scattare l’inchiesta è stato un esposto del perito industriale Antonio Di Pasquale e il fascicolo si trova in quella fase che si chiama di atti relativi, ossia senza indagati e ipotesi di reato.
In particolare, la documentazione acquisita dalla Forestale nell’amministrazione di Cepagatti servirà per verificare se la procedura seguita è stata rispettata focalizzandosi anche sulle autorizzazioni e sui tralicci che saranno posizionati in aree considerate a rischio esondazione dagli ambientalisti. Attorno al grande progetto della società sono sorti molti comitati di protesta che stanno denunciando i rischi per l’ambiente e per la salute, ma Terna ha sempre assicurato che non c’è alcun pericolo aggiungendo di avere tutte le autorizzazioni necessarie: sia quella da parte del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell’Ambiente sia la Valutazione d’impatto ambientale (Via).
L’elettrodotto in corrente alternata Villanova–Gissi è stato autorizzato per rafforzare la connessione alla rete delle centrale termoelettrica di Gissi che potrà contribuire alla riduzione del deficit elettrico della regione.
«L’intervento», avevano precisato giorni fa dalla società Terna, «contribuisce a soddisfare il fabbisogno elettrico dell’Abruzzo che evidenzia un deficit del 33 per cento. Oggi l’Abruzzo è costretto a rivolgersi ad altre regioni per garantirsi l’energia elettrica sufficiente al fabbisogno», avevano concluso.
A vagliare, comunque, la regolarità del progetto sarà adesso la procura.
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