Villavallelonga vuole adottare l’orso ribelle

23 Luglio 2019

Il sindaco Lippa scrive al ministro Costa: «Pronti a riaprire l’area faunistica per ospitare Papillon»

AVEZZANO. Abruzzo in soccorso di “Papillon”: Leonardo Lippa, sindaco di Villavallelonga, piccolo centro del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, teatro delle scorribande di M 19, l’orso Mario, è pronto a ospitare anche “M 4”, il plantigrado finito nel mirino del presidente della Provincia di Trento, nell’area faunistica del centro marsicano, dove per oltre trent’anni hanno vissuto l’orso chiamato Sandrino (in onore dell’ex presidente Pertini) e l’orsa Yoga.
Per fermare “l’assalto” di Maurizio Fugatti, che ieri ha emanato una nuova ordinanza per catturare l’orso fuggitivo e, in caso di pericolo, di abbatterlo, ha lanciato un accorato appello al ministro dell’ambiente, Sergio Costa. «Intervenga subito signor Ministro», ha scritto Lippa, «dica al presidente della Provincia di Trento Fugatti che la comunità di Villavallelonga è disposta ad accogliere l’orso “Papillon” nell’area faunistica dove potrà guardare il cielo ancora a lungo. E dire qui sono ancora vivo, in questo piccolo paese d’Abruzzo, cuore verde d’Europa, teatro delle scorribande di un altro orso, “M19”, che noi chiamiamo “Mario”, che nel luglio 2017 si introdusse all’interno di una abitazione abitata da una famiglia con bambini piccoli».
Quell’episodio, potenzialmente pericoloso, per il sindaco «non ha affievolito o mutato i sentimenti di amore e rispetto che la comunità di Villavallelonga ha sempre nutrito, dimostrandolo in più circostanze, nei confronti dell’animale, che», sottolinea Lippa, «nell’immaginario di tutti noi rappresenta al tempo stesso il coraggio, la volontà e la forza, ma anche l’introspezione e la tranquillità». "Papillon", quindi, non deve essere abbattuto. «L’ordinanza del presidente della Provincia di Trento finalizzata ad autorizzare la cattura dell’orso "M 49", contemplando finanche la possibilità abbattere l’animale, mi ha stupito e turbato, esortandomi al contempo a non restare indifferente su questa triste vicenda, nella consapevolezza di poter offrire una valida soluzione alternativa a tutto ciò, perché in questo momento l’obiettivo comune di tutte le Istituzioni coinvolte deve essere necessariamente la salvaguardia della vita di questo animale».
Il sindaco, quindi, è pronto a riaprire le porte dell’area faunistica che ha ospitato negli anni due esemplari di orso: Sandrino (chiamato così in onore dell’ex Presidente della Repubblica, Sandro Pertini) e Yoga (perché era solita rubare cibo ai turisti). «L’area, molto ampia», spiega il sindaco al ministro Costa, «è caratterizzata dalla presenza di bosco, cespugli, alberi da frutta e piccole grotte scavate nella roccia dove gli orsi possono rifugiarsi, in un habitat che è il loro, quasi come fossero liberi, con una aspettativa di vita che è di gran lunga maggiore rispetto a quella che questi animali hanno vivendo in libertà».
Nel vecchio rifugio di Yoga e Sandrino, quindi, il ribelle Papillon, a differenza del Trentino, potrebbe trovare un paese accogliente dove sono abituati alle scorribande di "M 19", l’orso Mario.
La speranza del sindaco, quindi, è che il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, metta in atto una “moral suasion” verso il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, per indurlo a liberarsi dalla presenza dell’ingombrante plantigrado, ma senza ricorrere ai rimedi estremi: a Villavallelonga, in Abruzzo, nel cuore verde d’Europa, sono pronti ad accogliere "M 49" a braccia aperte.
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